Immuni è l’app promossa dal Ministero della Salute, in collaborazione con Bending Spoons, per spezzare la catena di contagi da COVID-19 in Italia. L’app è scaricabile su App Store e Play Store dal 1°Giugno 2020 e, ad oggi, ha totalizzato più di 10 milioni di download e inviato oltre 99 mila notifiche di possibili contatti con soggetti positivi al COVID-19 (dati aggiornati al 12/06/2021).

Come valutare questi numeri?

Considerando che la popolazione italiana si attesta attorno ai 60 milioni di abitanti, solamente il 17% della popolazione ha scaricato e utilizzato l’app da un anno a questa parte. I numeri parlano chiaro. Nonostante le massicce campagne di comunicazione per rassicurare gli utenti sul corretto funzionamento dell’app e sulla protezione dei dati, la popolazione italiana si è mostrata diffidente nei confronti del sistema di contact tracing.

Perché è stata un flop?

Parrebbe che una delle ragioni principali che hanno scoraggiato il download dall’app sia stata la privacy.

Presupposti base per il corretto funzionamento del contact tracing sono: la prossimità e la geolocalizzazione per i dispositivi Android. È proprio il GPS il campanello di allarme che suscita preoccupazione nella maggior parte degli utenti e che ha spinto molti a non scaricare l’app. “Perché dovrei autorizzare a tracciare i miei spostamenti?” è una delle domande più frequenti che molti si sono posti utilizzando il sistema Immuni.

È evidente che ci sia una maggiore riluttanza ad affidare i propri dati al Ministero della Salute piuttosto che a Mark Zuckerberg. Il problema è che l’utente che scarica l’app non riesce a percepire nettamente il beneficio derivante dal suo utilizzo. Infatti, l’app genera un beneficio collettivo che corrisponde alla possibilità di tracciare il contagio e di evitare che altre persone siano colpite dal virus. Dobbiamo anche scendere a patti con l’idea che non tutta la popolazione abbia la stessa percezione del virus e che, dunque, ognuno attribuisca una diversa importanza al servizio offerto dall’app.

Prima di tirare le somme, però, entriamo più nel dettaglio e vediamo come funziona l’app.

Come funziona?

Source: App Store

Non appena l’app verrà scaricata, appariranno delle schermate esplicative che spiegano a cosa serve l’app e che rassicurano sull’utilizzo e sulla raccolta dei dati degli utenti. A tal riguardo, Immuni sottolinea che non è possibile giungere alla nostra identità poiché i dati sono crittografati. 

Dando il consenso alla ricezione delle notifiche dell’app, si attiverà ufficialmente il servizio.

Immuni funziona associando ad ogni telefono un codice casuale e questo evita che vengano raccolte informazioni sensibili. Quando due telefoni contenenti l’app si incontrano, si scambiano i codici casuali tramite Bluetooth e non tramite GPS. Il GPS, però, è necessario affinché questo scambio possa avvenire.

Nel caso in cui si dovesse essere positivi al COVID-19, l’utente potrà decidere se condividere la notizia con tutti i dispositivi che sono entrati in contatto con lui e così gli altri utenti riceveranno la notifica di esposizione al virus.

Il servizio può essere disattivato in ogni momento direttamente dall’app o dalle impostazioni di Google.

Features

L’app dichiara di funzionare tramite Bluetooth ma, quando si concede l’autorizzazione all’attivazione delle notifiche, appare un avviso ad attivare il GPS che dice: “A causa di una limitazione del sistema operativo, il servizio di geolocalizzazione deve essere attivo per consentire lo scambio di codici via Bluetooth. Immuni non accede alla tua localizzazione, come puoi verificare consultando la lista dei permessi richiesti dall’app”. 

Questo avviso ha suscitato il dubbio e la preoccupazione di molti utenti sulla raccolta dati e sulla condivisione della posizione. In realtà, l’app pare essere chiara sul perché dell’attivazione del GPS e su quali dati il Ministero raccolga. Inoltre, cliccando sulla voce “Altro”, sarà possibile visualizzare quali sono effettivamente i dati ai quali abbia accesso l’app.

Ciononostante, sono ancora molti coloro che non vogliono scaricare l’app.

Un altro aspetto da considerare è che il servizio di tracciamento e di avviso di notifica, funziona tramite un operatore sanitario che, dopo aver ricevuto il codice numerico OTP, condivide con gli altri contatti la positività del soggetto.

L’operatore sanitario che lavora dietro l’app non fa solo questo. Alla sezione documenti dell’app, l’utente può caricare i suoi documenti, la cui validità e veridicità verrà definita dall’operatore sanitario.

Conclusioni

L’app offre un servizio di utilità collettiva e non individuale e forse, proprio per questa ragione, non ha riscosso il successo che si sperava e da molti è stata definita un fallimento. 

Per ovviare a questo problema, si potrebbe pensare di stimolare il download tramite il rilascio di incentivi economici per il singolo individuo o costruire delle campagne di comunicazione di massa che mettano in luce l’importanza del servizio e la sua trasparenza nel trattamento dei dati. D’altronde parrebbe che il punto cruciale sia proprio questo: il tracciamento e la localizzazione. L’app credeva di aver risolto questo problema mettendo in evidenza, con un carosello di immagini all’apertura dell’app, tutte le informazioni sul trattamento dei dati e sul suo funzionamento.

Evidentemente questo livello di informazioni non basta a convincere i più sospettosi. Alcuni, addirittura, sulle recensioni del Play Store lamentano di dover leggere troppe informazioni prima di scaricare l’app e altri, invece, criticano la poca trasparenza del servizio.

Una cosa è certa: la popolazione italiana è divisa tra chi si fida ciecamente e chi pensa che l’obiettivo dell’app sia quello di tracciare i movimenti, cosa che abbiamo smentito più volte con questo articolo.

Con questa review non vogliamo incentivare/disincentivare all’utilizzo dell’app. L’obiettivo è quello di mettere in luce quali siano state, fino ad ora, le criticità percepite dalla popolazione italiana e dare risposta ad alcune preoccupazioni che, probabilmente, derivano da una scarsa campagna di comunicazione.


Prova Immuni

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