iOS 15: Arrivano le Custom Product Pages e Product Pages Optimization. Cosa fare?

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iOS 15: Custom Product Pages e Product Pages Optimization

Apple lancia ufficialmente a pochi giorni da Natale le Custom Product Pages e Product Pages Optimization! Due delle feature più attese dai marketing manager di tutto il mondo sono finalmente a nostra disposizione per ottimizzare la crescita della nostra app mobile. 

Ma cosa significano per la nostra applicazione mobile?

Partiamo dalle basi. Le Custom Product Pages e Product Pages Optimization sono due funzionalità che aiuteranno i marketer in due specifiche aree del mobile marketing: App Store Optimization e Acquisizione Utenti a Pagamento. Questa è una news molto importante che ci permetterà di ottimizzare in modo molto più autonomo le nostre Pagine Store su iOS.

Importante: Nel caso nel proprio App Store Connect non appaiano le Custom Product Pages e Product Pages Optimization, è molto probabilmente a causa del fatto che non c’è stato un opt-in per gli In-App Events. Non è il caso di disperarsi però, basta andare al link che Apple mette a disposizione, chiamato “App Store Connect Submission Link“, e cliccare “Continue” per abilitare queste funzioni. Ci potete ringraziare dopo 🙂

Ma entriamo nel dettaglio di ogni nuova funzionalità per comprendere al meglio cosa significa per il nostro lavoro quotidiano. 

Custom Product Pages: Crea versioni alternative della Pagina Store

Questa è una di quelle funzionalità che rivoluzionerà il modo in cui facciamo acquisizione su iOS ed un motivo in più per non ignorare gli utenti Apple, sebbene ci siano tutte le difficoltà che conosciamo con iOS 14. (Apple)

1. Si possono creare fino a 35 Pagine alternative della nostra Pagina Store

Custom Product Pages
Fonte: https://developer.apple.com/app-store/custom-product-pages/

Avere la possibilità di creare diverse alternative della propria Pagina Store significa poter targettizzare con messaggi diversi l’audience che raggiungiamo con i nostri ad. In parole semplice, Apple ci ha appena dato la possibilità di creare delle “Landing Page” dedicate ai diversi utenti della nostra audience.

2. C’è la possibilità di personalizzare screenshots, testi promozionali, e app preview per ogni pagina localizzata

Per ogni Custom Product Page, avremo la possibilità di personalizzare una parte della pagina per avere un appeal specifico alla audience di riferimento o con un prodotto diverso. Questo significa che gli utenti che cliccheranno sulla URL unica creata per questa pagina (o deeplinking), arriveranno su questa “Landing Page” e vedranno una versione personalizzata della nostra Pagina Store di base. Ad esempio, per un’applicazione di stampa foto, si potranno creare delle versioni di screenshot che mettono in risalto prodotti specifici per utilizzi particolari. Oppure, per un’app mobile che aiuta diversi tipi di business nella contabilità, significa che ci sarà la possibilità di mostrare un messaggio personalizzato per idraulici, imprenditori e così via.

3. Una volta creata una Custom Product Page, si potrà usare con una URL dedicata

A seguito della creazione delle nostre Custom Product Pages, riceveremo una URL dedicata che potremo usare per le nostre attività di marketing. Questo significa che potremo implementare questo link, ad esempio, nelle nostre email, o per fare cross-promotion con il web, o, ancora più interessante utilizzarlo nelle nostre campagne di acquisizione utenti. 

4. Le Custom Product Pages saranno supportate anche dagli Ad Network 

Questo è una novità molto importante, visto che in passato gli Ad Network in passato non supportavano URL configurabili nel setup delle campagne a pagamento. Con questa novità, significa che potremo usare la nostra URL dedicata, e le nostre Custom Product Pages, su ogni Ad Network. 

5. Apple Search Ads supporterà le Custom Product Pages da inizio del nuovo anno

Non è una sorpresa vera e proprio, ma più che altro una conferma. Dal 2022 anche Apple Search Ads supporterà questa nuova funzionalità. Pensa ad esempio alla possibilità di creare una Custom Product Page per una keyword di un competitor oppure per una keyword group specifica!

**Leggi la nostra guida su Apple Search Ads**

6. Misurazione del successo direttamente nell’App Store Connect

Tutti questi nuovi dati saranno disponibili direttamente nella nostra consolle di App Store Connect. Questo naturalmente sarà fondamentale per capire quale delle nostre varianti funziona al meglio, in termini di tasso di conversione ma anche di valore. 

MacBook Pro in full-screen mode displaying a map of Apple Stores near San Francisco
Fonte: https://developer.apple.com/app-store/custom-product-pages/

Product Pages Optimization: Finalmente arrivano le funzionalità di A/B testing

Questa è un’altra grande novità per tutti i marketer. Infatti da anni, le possibilità di A/B testing sull’ App Store erano limitate a usare tool di terze parti o implementare dei trick particolari per testare gli screenshot. Oggi con le Product Pages Optimization, invece, Apple si mette alla pari di Google, e il suo “Store Experiment“. 

iPhones side-by-side comparing different versions of The Coast app’s product page.

Questa nuova funzionalità è disponibile solo per il traffico organico, a differenza delle Custom Product Pages. 

1. Gli A/B test delle Product Pages Optimization saranno mostrati solo agli utenti con iOS 15

Questa è una nota importante da tenere in considerazione. Solo gli utenti che hanno iOS 15, potranno vedere le versioni di A/B test fatte con le Product Pages Optimization. Ad oggi, il 56% della “popolazione Apple” ha un device con iOS 15, ma il trend è in crescita e si aspetta che questa percentuale cresca fino al 70%. 

Adozione iOS 15
Fonte: https://mixpanel.com/trends/#report/ios_15/from_date:-93,report_unit:day,to_date:0

2. Si potranno testare screenshots, video di App Preview, e icone, fino a 3 varianti

Con questa nuova funzionalità si potranno creare A/B/C test di screenshots, video app preview e anche icone. Per le icone, si dovrà fare un nuovo rilascio, questo perché Apple vuole assicurare che se l’utente scarica la nostra app, con una versione dell’icona “diversa” da quella originale, la stessa apparirà anche sul telefono. 

Nel caso si applichi un “vincitore” del test, sempre per quanto riguarda l’icona, bisognerà implementare la nuova icona nella nuova versione di rilascio, per fare in modo che tutti gli utenti abbiano la stessa icona. 

3. Configurazione di un test tramite Product Pages Optimization

La configurazione del test tramite questa nuova funzionalità è molto simile a quella del Google Play Console. Una volta iniziato un test, non si potrà cambiare e il test andrà avanti per un massimo di 90 giorni. Detto ciò, Apple ci darà una stima di quanto tempo ci vorrà per finalizzare il nostro test, in base alle metriche selezionate. 

App Store Connect Product Page Test comparing different Color Scheme treatments for The Coast app.
Fonte: https://developer.apple.com/app-store/product-page-optimization/

Ogni testo potrà includere fino a 3 opzioni da testare. Potremo selezionare la percentuale della “popolazione” che vogliamo andare a raggiungere in incrementi del 3%. 

4. Ci sarà la possibilità di includere solo le versioni localizzate che vogliamo

Per ogni test che andremo a fare, possiamo includere anche solo delle versioni specifiche delle localizzazioni della nostra app, a seconda di quello che vogliamo testare e della regione. 

Se si esclude una certa area o regione dal nostro test, allora gli utenti in quella nazione vedranno esclusivamente la versione originale della nostra Pagina Store. 

5. Monitoraggio dei risultati

Anche per questa nuova funzionalità, Apple ci darà la possibilità di controllare i risultati nella sezione “Analytics” del nostro App Store Connect. Nello specifico si potranno vedere:

  • L’aumento del CVR (tasso di conversione) dal valore iniziale. Ci sarà la possibilità di controllare diversi valori di base da cui partire, e la scelta sarà nostra. 
  • Appena ci sono abbastanza risultati, inizieremo a vedere anche informazioni specifiche sul tasso di conversione dei test. 
  • L’andamento dei test sarà visibile in modo temporale, così da capire al meglio i risultati ottenuti e come si sviluppa il test nel tempo

Novità importanti per App Store Optimization e Acquisizione Utenti

Queste due novità sono un passo importante per il mercato iOS. Da sempre quello più lucrativo, da un punto di vista di utenza, negli ultimi mesi, alcuni marketer hanno deciso volutamente di lasciarlo indietro a causa delle difficoltà di setup per via dello SKAdNetwork. Con le Custom Product Pages e Product Pages Optimization, Apple si porta nuovamente alla ribalta davanti al competitor Android. 

Le “armi” che abbiamo ora a disposizione per creare una conversione migliore sullo Store iOS sono aumentate, e non sfruttarle sarebbe un suicidio da un punto di vista marketing, ma anche di crescita in generale. Per raggiungere i risultati migliori e mantenersi sempre informati, il lavoro da fare è tanto, ma ci si può affidare anche a esperti di mobile marketing esterni per avere un supporto e ricevere informazioni su come ottimizzare la propria pagina sugli Store di Apple. 

Nuove regole ASO per il Google Play Store

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Nuove regole ASO

Dopo il terremoto scatenato da iOS 14, arrivano le scosse di assestamento: iOS 15. Seppur diverso, anche questo cambiamento sembrerebbe portare grandi novità. Ma non è finita qui. Il nuovo aggiornamento targato Apple, che include molte novità in ambito App Store Optimization (ASO), è precursore di un’altra importante modifica. Stiamo parlando dell’aggiornamento di Google Play Store riguardante le nuove regole ASO, recentemente descritte e analizzate in un precedente articolo.

L’obiettivo di questo articolo è quello di approfondire in dettaglio e in modo pratico quali saranno le linee guida da seguire, nello specifico per il titolo e l’icona, per ottimizzare al meglio le app nel Google Play Store.

Nuove regole ASO: Metadati delle App

Google Play Store ospita molte più applicazioni di Apple App Store. Uno dei motivi principali è il processo più sciolto e meno selettivo rispetto ad Apple. Con il nuovo aggiornamento, però, le porte di Google diventeranno sempre più strette e difficili da aggirare.

Qual è l’obiettivo di Google? Migliorare la qualità delle app e incrementare l’esperienza complessiva dell’utente.

Saper conoscere, soddisfare e padroneggiare le nuove regole ASO, quindi, permetterà di ottenere un vantaggio competitivo per le aziende che vogliono cimentarsi nel mobile marketing.

Titolo e icona

Una nuova regola interesserà il titolo. Google permetteva di inserire fino a 50 caratteri nel titolo delle applicazioni mobile. Dopo il rilascio delle linee guida riguardanti l’ASO di Apple, anche Google si è conformata al limite di 30 caratteri imposto dall’azienda di Cupertino.

Quella appena descritta, ad esempio, è una delle varie regole da seguire per ottimizzare l’applicazione nel Google Play Store (oltre che nell’Apple App Store).

Quali sono le altre regole da seguire? E quelle da non seguire?

Illustriamo un esempio concreto: un’app per prenotare biglietti aerei.
Prima di tutto, partiamo con le cose da non fare.

Nuove regole ASO

Nella prima immagine abbiamo quattro esempi. Seppur diversi tra loro, ciascuno riporta degli errori. Perciò dobbiamo:

  • evitare indicatori di performance ed elementi promozionali (“#1 app”, “il miglior gioco”, “gratis” o “in sconto”);
  • omettere elementi grafici che possono trarre in inganno gli utenti;
  • non utilizzare emoji, lettere maiuscole, call-to-action o lettere speciali.

Nuove regole ASO

Infine, per realizzare un’ottimizzazione corretta dobbiamo:

  • rendere tutto più semplice, spiegando lo scopo dell’app nel modo più breve possibile;
  • approfittare del limite di 30 caratteri, utilizzando le keywords che performano meglio al fine di aumentare il traffico organico;
  • rendere l’icona dell’app accattivante e semplice;
  • evitare di utilizzare parole promozionali nel nome dell’app (qualcosa come “Facebook Inc: Il miglior social media del mondo”, è assolutamente errato).

Nuove regole ASO

Dopo aver letto questo pratico articolo, ti suggeriamo di apportare alcune modifiche alla tua app, non solo per soddisfare i requisiti di Google ma soprattutto per migliorare la tua App Store Optimization (ASO) e quindi il tuo business. 

Se hai bisogno di aiuto per la tua strategia di App Store Optimization contattaci e uno dei nostri consulenti ti risponderà presto! 

Google Play: tutti i cambiamenti che influenzeranno l’ASO

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Google ha recentemente annunciato ulteriori modifiche alle linee guida della politica degli sviluppatori di Google Play, programmate per entrare in vigore “più tardi quest’anno”.

Tali cambiamenti prevedono modifiche alla politica per il conteggio dei caratteri e il linguaggio promozionale, così come nuove linee guida raccomandate per gli asset di anteprima dello Store Listing. Con queste nuove linee guida, l’obiettivo è quello di garantire ulteriormente agli sviluppatori di rappresentare accuratamente e onestamente le loro applicazioni e migliorare l’esperienza degli utenti.

La nuova “Sezione sicurezza”

Per quanto riguarda il secondo punto, Google ha deciso di seguire i passi del suo rivale Apple. Infatti, con il lancio ufficiale di iOS 14, Apple ha introdotto una nuova feature, chiamata “App Privacy Labels”, dove tutte le app devono elencare le loro pratiche di raccolta dati.

Così anche Google ha scelto di introdurre requisiti simili per le app Android quest’anno. La società prevede di aggiungere una nuova “Sezione Sicurezza” al Google Play Store, dove gli sviluppatori di app saranno invitati a citare informazioni accurate sul tipo di dati raccolti e come questi saranno utilizzati.

In particolare, agli sviluppatori sarà chiesto di pensare a:

  • che tipo di informazioni personali raccoglie l’app; 
  • se raccoglie informazioni dal dispositivo, come posizione, file multimediali o contatti; 
  • come l’app usa i dati, per migliorare la funzionalità dell’app o per scopi di personalizzazione;
  • se l’app ha bisogno di dati per funzionare; 
  • se l’app permette agli utenti di scegliere se condividere i dati;
  • se lo sviluppatore accetta di cancellare i dati degli utenti quando questi disinstallano l’app. 

Inoltre, gli sviluppatori che già aderiscono a specifiche pratiche di sicurezza e privacy saranno in grado di evidenziarlo nella loro scheda dell’app. 

La nuova policy sarà rilasciata questa estate, dando il tempo di implementare i cambiamenti necessari fino al secondo trimestre del 2022. 

Nuove linee guida per i metadati delle app

Google Play sta lentamente, ma inesorabilmente, lanciando una significativa riprogettazione del suo Play Store. Questi tipi di cambiamenti sollevano domande su come gli sviluppatori ne beneficeranno: ad esempio (e soprattutto) su cosa significa la riprogettazione per l’App Store Optimization (ASO). Infatti, i cambiamenti preannunciati alla politica dei metadati influenzeranno sicuramente apps’ listing se non soddisfano i nuovi criteri.

Ogni marketer sa quanto siano cruciali i metadati delle app per l’ASO e per la loro visibilità negli Store. Ecco perché, in questo articolo, vogliamo analizzare ogni cambiamento che sarà presto implementato, scoprendo come impatteranno la strategia ASO per le app Android e cosa possiamo fare per creare una strategia attuabile. 

1° Cambiamento: il titolo 

Google ha annunciato molti cambiamenti che riguarderanno il titolo delle app sul Play Store e questo cambiamento di policy sarà sicuramente il più impattante su tutta la linea. Infatti, Google considera il titolo dell’app, insieme all’icona e al nome dello sviluppatore, come gli elementi più importanti per la scoperta del nostro Store Listing. 

Il limite esistente per il titolo è di 50 caratteri e molte app approfittano appieno di questo, aggiungendo keyword pertinenti al nome del brand. 

Con le nuove regole, tuttavia, gli sviluppatori dovranno mantenere il numero dei caratteri intorno a 30, o poco meno (come già accade nell’App Store).

Il vantaggio principale dei titoli più corti è che il troncamento (quando il titolo viene visualizzato solo parzialmente) non costituirà un problema di leggibilità nelle pagine di ricerca. Attualmente, la pratica migliore è quella di mantenere le informazioni più importanti e rilevanti nella prima metà del titolo, poiché a seconda del dispositivo la seconda metà potrebbe essere tagliata fuori dalla vista.

Insieme al limite di caratteri, le nuove politiche sui metadati delle app bandiranno una serie di trucchi che gli sviluppatori di app usano per rendere le loro schede dell’app eccessivamente accattivanti. 

Non sarà più permesso scrivere parole interamente in maiuscolo, a meno che non si tratti del nome di un brand, e nemmeno includere emoji, punteggiatura ripetuta o caratteri speciali irrilevanti nei nomi delle app. Saranno proibite anche le keyword che implicano performance nell’app store, rank, prezzo o promozione nel titolo, nell’icona e/o nel nome dello sviluppatore. 

Questo significa che ora le centinaia di app che usavano termini come “migliore” e “top” (per esempio “i migliori giochi” o “top app di fitness”) o altri tipi di linguaggio promozionale come “gratis” o “sconto” e call-to-action come “aggiorna” o “scarica ora”, dovranno cancellare queste parole dal titolo della loro app.

Consiglio #1: Sebbene sia importante per gli sviluppatori iniziare a pianificare la revisione dei titoli sin da subito, è meglio rimandare l’implementazione fino a quando Google non avrà annunciato la scadenza per l’attuazione, dal momento che i metadati del titolo sono il campo che Google considera di più per indicizzare le app nei risultati di ricerca. Accorciando i titoli troppo presto, gli sviluppatori potrebbero perdere la miglior visibilità offerta fino a 20 potenziali caratteri di keyword in più. Inoltre, l’area limitata del titolo dovrebbe ora concentrarsi sul nome del brand, insieme ai termini più rilevanti per la spiegazione dell’app.

2° Cambiamento: l’icona

Google applicherà anche una politica per limitare l’uso di messaggi o immagini promozionali fuorvianti nelle immagini delle icone delle app. Insieme al divieto di utilizzare lo stesso linguaggio promozionale che si applica al titolo e al nome dello sviluppatore, le icone non possono più incorporare immagini fuorvianti o promozionali.

Questo significa che se attraverso le immagini imitiamo notifiche, usiamo elementi grafici per indicare il ranking, o attribuiamo falsamente la caratteristica di “Instant App” o altre caratteristiche del Play program, la nostra app sarà bandita dal Google Play Store. 

Anche se l’iconografia fuorviante non è mai stata una buona strategia per mantenere un utente a lungo termine, alcuni elementi di testo, che presto saranno in violazione della politica di Google, erano utili per aumentare la conversione in passato. Ecco perché se avete bisogno di fare un cambiamento nell’icona della vostra app, ora sarebbe un buon momento per raccogliere dati concreti tramite Google Play Experiments, per vedere come la rimozione di questi cambiamenti avrà un impatto sui tassi di conversione. 

Consiglio #2: Esegui alcuni A/B test al fine di trovare un’icona che permetta una migliore conversione in modo che la tua app possa allinearsi nel modo più efficace con la nuova politica del Google Play Store.

3° Cambiamento: asset di anteprima

Google ha anche annunciato nuove linee guida per gli asset di anteprima che includono: grafica delle features, screenshot, video e brevi descrizioni.

Al fine di aiutare gli sviluppatori a rimanere entro queste nuove linee guida, Google ha definito quattro domande importanti da tenere in considerazione. Infatti, gli asset precedenti saranno valutati in base ai seguenti criteri:

  • Gli asset di anteprima rappresentano accuratamente l’app o il gioco?
  • Tutti gli asset di anteprima forniscono informazioni adeguate che aiutano gli utenti a prendere una decisione informata quando si tratta di installare o meno?
  • Gli asset di anteprima si concentrano sul fornire informazioni utili sugli aspetti unici dell’app o del gioco e sono prive di “buzzwords” come “migliore” e “gratis”?
  • Gli asset di anteprima dello Store Listing sono adeguatamente localizzati e facili da leggere?

A differenza delle nuove politiche riguardanti il titolo e l’icona, non aderire a queste linee guida non farà necessariamente respingere un’app dal Play Store, ma avrà un impatto sulla sua idoneità ad essere pubblicizzata o promossa attraverso i servizi di Google.

Consiglio #3: La mossa migliore è quella di allineare anche la nostra app secondo questi criteri, per evitare un impatto dannoso sull’ASO. 

Conclusioni

Le nuove politiche saranno implementate nel corso dell’anno, ma non è stata fornita una data ufficiale. 

È importante tenere a mente che i metadati delle app (titolo, icona e nome dello sviluppatore) che non soddisfano le nuove politiche non saranno ammessi su Google Play, così come gli asset che non soddisferanno le prossime linee guida potrebbero non essere ammissibili per la raccomandazione e la promozione su Google Play.

Questo è il motivo per cui dovreste tenervi informati sui cambiamenti delle politiche per le schede delle app sul Play Store in arrivo. 

Detto questo, vorremmo sottolineare che l’aggiornamento degli asset di anteprima e dei metadati, per essere più onesti, genuini e informativi, non dovrebbe essere una regola rigida, ma la base per la costruzione di una comunicazione affidabile con i vostri utenti. I metadati della vostra app hanno lo scopo non solo di attirare l’attenzione degli utenti di qualità, ma anche di dare loro una rappresentazione accurata di quella che sarà la loro esperienza in-app una volta che decideranno di procedere con l’installazione. 

Per questo motivo ti suggeriamo di cogliere questa opportunità per apportare alcune modifiche alla tua app, non solo per soddisfare i requisiti di Google ma soprattutto per migliorare la tua App Store Optimization (ASO) e quindi il tuo business. 

Se hai bisogno di aiuto per la tua strategia di App Store Optimization, contattaci e uno dei nostri consulenti ti risponderà presto! 

App Store Preview Video – una guida completa

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I video preview degli App Store sono tra gli strumenti più potenti ed efficaci per incentivare i download e l’utilizzo della propria app mobile. Se non si è familiari con creare, usare e valutare un video preview, è possibile che non si ottengano i risultati sperati. 

In questa guida approfondiamo questo aspetto fondamentale della Pagina Store della nostra applicazione mobile.

Cosa sono i video preview  nell’App Store (iOS)?

Source: Apple App Store

I video preview sono video usati per dare agli utenti una rapida idea delle features, interfaccia, funzionalità di un’app o di un gioco pubblicato nell’App Store di Apple.

Nell’App Store i video promozionali per la propria app iOS sono chiamati “app preview”. Lo sviluppatore crea il video, il quale è poi caricato nello Store. 

Qui di  seguito riportiamo degli esempi di video preview degli Store di Winelivery e PhotoSì:

I video servono ad attrarre l’attenzione e devono essere molto interattivi; La visibilità e il ranking di una app dipendono anche da essi.

Perché fare un video preview?

Ci sono varie ragioni per cui si dovrebbe creare un preview video. Secondo StoreMaven, dal rilascio di iOS11, questi video hanno aumentato il tasso di conversione delle app di più del 47%. 

Elenchiamo alcuni motivi per cui caricare un video preview nella propria scheda Store potrebbe essere un vantaggio:

  • Le app preview sono gli asset più creativi nell’App Store
  • I potenziali utenti sono più attratti dai video che dalla lettura di un testo o delle immagini.
  • Con più di due milioni di app disponibili nell’App Store, i developer hanno molte difficoltà a far risaltare la propria: considerando che la maggior parte delle app non ha preview video si può facilmente battere la concorrenza. 
  • I video delle app sono noti a livello statistico per aumentare i tassi di conversione delle app, i download e il tasso di engagement. 
  • I video funzionano: YouTube è uno dei siti web più frequentati per un motivo. Persino Facebook è pieno di video, per non parlare di Instagram, Snapchat e Twitter.
  • Le preview hanno il massimo potenziale per far sapere alla audience di cosa tratta la propria app.
  • I video permettono all’utente di fare delle scelte consapevoli.
  • I video possono essere usati per una possibile campagna di  pre-order, disponibile per Apple.

Inoltre, più di 8/10  giochi gratis nella top 100  negli Stati Uniti hanno almeno un video preview. 

Perché non dovresti avere dei video preview?

La preview ha molti vantaggi e benefici ma purtroppo ha anche dei lati negativi, ed è bene considerarli prima di caricare il proprio video.

Questi sono gli aspetti negativi riscontrati nel creare un video preview:

  • Le app preview sono tra gli elementi più costosi del marketing, quindi, se si sta considerando l’ipotesi di fare dell’ A/B testing, creare una varietà di preview video potrebbe consumare molto budget.
  • I video sono più difficili da creare rispetto agli screenshots e altri materiali marketing, visto che richiedono creatività e tempo extra. 
  • È possibile che sia necessario cambiare i video a causa della natura in constante evoluzione delle app e della loro tecnologia.
  • Rispetto a Google Play, l’App Store ha delle regole e linee guida più stringenti. Questo presenta una grande sfida per i developer di app.
  • Se il video non è accattivante l’effetto potrebbe essere opposto: piuttosto che una promozione il risultato sarebbe un allontanamento degli utenti. Ci vuole molta energia, tempo e dedizione per creare un video perfetto.

Creare i video preview

Una volta chiariti i pro e i contro dei video preview, andiamo a vedere come crearne uno di successo. La maggior parte degli sviluppatori di app decide di impiegare dei professionisti esterni per la creazione dei video preview quindi grazie a questo outsourcing non c’è molto bisogno di conoscere i trucchi del mestiere.

Naturalmente, assumere qualcuno costa: per questo potrebbe essere utile conoscere qualche tecnica, al fine di minimizzare i costi di produzione.

Registrare il video

La maniera più semplice è lo screen recording: considerando che il video sarà visto su dispositivi diversi sarebbe appropriato registrarli su diversi prodotti Apple. Per fortuna Apple stessa può venire in aiuto grazie a QuickTime Player (versione 10). Questi sono gli step da seguire.

Quando si registra una app iOS:

  • Connettere il telefono al Mac
  • Aprire QuickTime Player
  • Selezionare File e New Movie Recording 
  • Cliccare la freccia vicina al tasto “registra”
  • Scegli il telefono sotto Camera e Microfono

Quando si registra una app macOS:

  • Aprire l’app
  • Aprire QuickTime Player
  • Scegliere File e New Screen recording 
  • Cliccare la freccia vicino al tasto “Registra”
  • Scegliere un microfono interno

Quando si registra una tvOS app:

  • Usare un cavo USB-C e collegare la TV Apple al Mac
  • Aprire QuickTime Player, Scegliere File e New movie recording
  • Cliccare la freccia vicino al tasto “registra”
  • Scegliere AppleTV 

Modificare il video

La registrazione del  video è solo metà del lavoro, il resto consiste nel modificarlo. Per fare ciò si può usare iMovie o QuickTime. Se si è esperti nel settore si può ricorrere anche a Final Cut Pro X, Adobe Premiere Pro, PaintShop Pro, Pinnacle Studio, Filmora o qualsiasi altra applicazione che serva a questo scopo. 

Consigli per produrre un video preview

Non importa che tecnica o design si usa, ci sono dei consigli che possono rivelarsi utili quando si crea un video:

  • Il video deve essere disponibile sia in formato orizzontale che verticale
  • Ci deve essere un bilancio tra gameplay  e animazione
  • Aggiungere testi e sottotitoli nel video aiuta visto che in molti guardano i video senza audio
  • Le app preview devono essere brevi: un video in genere va dai 25 ai 30 secondi ma molti utenti ne vedranno solo 4-12. Per questo motivo il meglio deve essere presentato subito!

Immagini di copertina di impatto

Le immagini di copertina sono quelle foto che si vedono prima che parta il video. Alcuni si potrebbero chiedere perché faticare a crearne una accattivante quando si ha già il video.

Qui di seguito alcuni esempi in cui l’uso della copertina può risultare utile:

  • Per chi ha una connessione lenta: il video potrebbe non partire subito e il poster frame è l’unica cosa che l’utente vedrà
  • Sull’App Store le app preview sono mostrate una alla volta. Nel caso in cui vengano mostrati vari video insieme ed uno stia andando, la propria copertina verrà visualizzata sotto quest’ultimo
  • L’auto-play può essere disattivato dall’utente quindi una bella copertina potrebbe invogliare l’audience a vederlo
  • Se il telefono ha poca batteria forse il video potrebbe non partire in automatico: anche qui avere un poster frame può aiutare

Per queste ragioni è importante creare una immagine a impatto. Inoltre, se non viene selezionata una foto specifica, l’App Store ne sceglierà una in default che, se non è di proprio gusto, potrà essere cambiata tramite App Store Connect. 

Un problema potrebbe essere il processo di inserimento del poster perché in questo caso bisogna anche inviare una nuova app preview per ottenere l’approvazione. 

Qui potete trovare una guida di Apple alle impostazioni.

Quali sono le risoluzioni da usare per le App Preview?

Ci sono vari tipi di risoluzione per le app preview che uno dovrebbe conoscere, perché a seconda del dispositivo un video potrebbe non vedersi così bene. 

Non sarà necessario, tuttavia, creare tanti video per ogni Apple device, al massimo se ne dovranno creare tre: uno per iPhone, uno per iPhone X e uno per iPad. 

  • Per gli iPhone fino all’ 8 plus vale la regola: 1080 x 1920 pixel per la versione verticale, 1920 x 1080 per quella orizzontale 
  • Per gli iPhone X, Xs Max e XR: 886 x 1920 pixel per la versione verticale e 1920 x 886 per l’orizzontale.
  • Per iPad e iPad Pro: 1200 x 1600 per la versione verticale e l’opposto per quella orizzontale.

Ci sono inoltre delle linee guida che possono essere trovate nell’ App Store Connect Help

Alcune questioni tecniche…

Ci sono alcune regole da seguire prima di pubblicare il video.

Source: Apple help desk

Queste riguardano le dimensioni massime del prodotto (500 MB), la lunghezza (15-30 secondi), orientazione (verticale e orizzontale, ma i macOS usano solo l’orizzontale), la versione OS (iOS8 o successive) e le versioni Safari (8) e macOS (10.10 o successive).

Per quanto riguarda Google…

Su Google Play non ci sono grosse restrizioni, il video può durare fino a 2 minuti (consigliato al massimo 1 minuto) e deve essere mostrato in orizzontale. Ciononostante è stato notato che quando nel video si mostrano device Android e il badge Google Play la visibilità aumenta.

Cosa è cambiato con iOS 11?

 A settembre del 2017 iOS11 è stato rilasciato e, nonostante ormai si parli di diversi anni fa, l’impatto è stato notevole:

  • Autoplay: l’app preview parte in automatico quando siamo nello Store ma in muto, a meno che l’utente non ci clicchi sopra. Inoltre, il video continua ad andare in loop.
  • Il numero delle app preview: sono massimo tre, rispetto a prima quando se ne poteva caricare solo una.
  • Localizzazione: i video possono essere caricati in lingue diverse a seconda del paese
  • Testo: se prima era sconsigliato ora i sottotitoli sono ampiamente sfruttati.
  • iPhoneX: Apple ha aggiunto una feature che permette di prendere appunti quando si crea una app preview.

Il design perfetto: come creare una app preview di impatto e efficace?

Innanzitutto cercare altri esempi di app preview di app di successo può essere utile per capire cosa si vuole e cosa è meglio fare per ottenere buoni risultati. In ogni caso, qualsiasi sia lo stile che si sceglie, è importante concentrarsi sulle features e il contenuto.

È bene ricordarsi che si possono caricare fino a tre video: nel caso in cui si scelga di farne così tanti è fondamentale che ognuno di questi si concentri su aspetti diversi della propria app mobile. 

I primi secondi sono essenziali per catturare l’attenzione degli utenti, per dire loro velocemente di cosa tratta la propria app e perché dovrebbero scaricarla.

È consigliato evitare l’utilizzo di conti alla rovescia, icone, splash screen all’inizio. Si raccomanda di avere invece una storyboard per gestire in maniera ottimale ogni secondo e mostrare varie interfacce, feature e benefici. I colori dovrebbero rispecchiare quelli dell’app. 

Linee guida per le App preview 

Elenchiamo in seguito le principali linee guida da tenere a mente quando si crea un preview video.

  • Usare video appropriati: i video sono mostrati a tutti in qualsiasi momento nell’App Store, dunque il proprio dovrebbe tenere in conto le audience giovani dai 4 anni in su.
  • Usare video/foto che mostrano l’interno dell’app: Apple vuole immagini interne all’app, non persone esterne che la usano o video che mostrano l’evoluzione e sviluppo dell’app.
  • Gli elementi devono essere autorizzati: non violare i copyright e non sfruttare elementi su cui non si ha un permesso.
  • Essere corretti: niente volgarità, violenze, temi da adulti e blasfemia.
  • Onestà: non ingannare gli utenti
  • Mettere in chiaro come funziona l’app: nel caso ad esempio di acquisti in-app e iscrizioni.
  • Gameplay: per le app gaming è meglio sfruttare dei gameplay e non altri tipi di fotomontaggi.

Come usare il testo?

Il testo dovrebbe dare un contesto al video e le parole devono essere scelte con cura; il linguaggio deve essere chiaro, semplice e comprensibile. Trattandosi di sottotitoli o testi vari è bene che questi siano facili da leggere in tempi rapidi.

È sconsigliato scegliere parole e testi che si riferiscono a eventi, stagioni e periodi specifici. È invece inutile mostrare le recensioni e il prezzo, dato che questi potrebbero essere diversi a seconda del paese in cui si trova l’utente e visto che si trovano già nella pagina dell’app. 

Il video può inoltre essere utile per sottolineare questioni importanti che riguardano l’app. 

Come usare l’audio? 

Cosa succede quando l’utente decide di cliccare nel video? Sentirà l’audio! 

Bisogna dunque ricordarsi di controllare se si hanno i diritti legali per usare una certa musica o suono. Nel caso in cui l’app stessa abbia una propria musica è consigliabile proporla, in modo da creare un’associazione diretta tra l’audio e il prodotto. 

Meglio una sola colonna sonora per dare un senso di continuità; nel caso si voglia usare una voce registrata questa deve essere riprodotta in maniera professionale. Senza un’alta qualità del suono gli utenti potrebbero decidere che l’app non è di valore!

L’importanza della localizzazione

Ci sono più di 40 lingue disponibili nell’App Store e ognuna di esse dà un’opportunità diversa.

Oggi è possibile creare un target e mostrare a una popolazione il video che preferiamo. È evidente che c’è un lavoro da fare in termini di scelta della linguistica e degli accenti, dell’impatto che avrà il video su una cultura ecc., ma se ben fatto si possono ottenere dei livelli di crescita notevoli!

Come testare i video preview

Mostrare un video preview, insieme a delle tecniche ASO ben studiate, può essere un asset vincente, ma, come tutte le cose, anche questo deve essere testato. 

Si può testare il contenuto e le varie combinazioni degli elementi, verificare se la presenza del video aumenta la visibilità e il tasso di conversione (e come avere uno, due o tre clip cambia queste variabili), testare la sequenza dei video, quindi quale dovrebbe apparire per primo e l’ordine. 

Per concludere…

Gli app preview video sono un elemento essenziale nel lancio di una app e i benefici superano di gran lunga i lati negativi: un video di presentazione può catturare l’attenzione dell’utente, spiegandogli brevemente come funziona l’app e convincendolo a scaricarla. Ogni Store è diverso ma in generale le regole che abbiamo riportato si applicano a tutti; consigliamo dunque la creazione di un video e una strategia ASO ben costruita (a questo proposito potete leggere la nostra guida ASO). 

Black Hat ASO: il lato dark dell’App Store Optimization

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Hacker in front of his computer

Lanciare un’app e trovare una audience è difficile, richiede tempo e impegno, soprattutto ora che creare applicazioni mobile è molto comune e gli utenti hanno fame di nuove piattaforme. Per questo alcuni utilizzano il Black hat ASO. Se non sapete cos’è vi diamo un indizio: ha a che fare con trucchi e metodi che le persone usano per aumentare i ranking delle proprie app, ricevere più popolarità e guadagnare di più. Tuttavia, se si analizza cos’è nello specifico, si realizza velocemente che è illegale: ecco perché è fondamentale sapere cos’è, come funziona e perché si dovrebbe evitarlo. 

Cos’è il Black hat ASO?

Per Black Hat ASO si intende una pratica illegale che utilizza varie tecniche per aumentare la visibilità della app e il suo ranking, senza rispettare le regole e le linee guida degli App Store. Queste tecniche proibite potrebbero portare a un improvviso ma temporaneo aumento nel numero dei download, un risultato più quantitativo che qualitativo.

Forse potreste aver sentito parlare di black hat SEO, che è usato nei motori di ricerca per ingannare il sistema: il black hat ASO è simile ma riguarda gli App Store. Se non siete esperti di ASO vi consigliamo questa guida e questo articolo per leggere un’introduzione sull’argomento. 

L’ASO è, infatti, l’opposto del black hat ASO, ovvero la versione legale e standard grazie alla quale i developer migliorano la visibilità e posizione della loro app.

Perché alcuni sfruttano il black hat ASO?

Questa domanda ha molte risposte ma la ragione più importante è legata al desiderio di scalare le classifiche con la propria app, cosa che può essere difficile se nell’App Store ce ne sono già altre affini popolari e di successo (il che è quasi sempre la norma): la competizione è molto grande e può essere difficile riuscire nei propri obiettivi. Come abbiamo già riportato in precedenza nell’Apple App Store ci sono 1.96 milioni di app e su Google Play Store 2.87 milioni. Secondo Build Fire il 21% dei millennials apre una app più di cinquanta volte al giorno.  Proprio per questo spiccare tra i tanti è complicato e richiede tempo, ma non tutti sono disposti a lavorare duramente per affermarsi.

Come funziona il black hat ASO?

Questo tipo di ASO sfrutta metodi illegali, proibiti e scorretti, per incrementare la visibilità e popolarità di una app, quindi i suoi download organici. Sia Google Play che App Store sono contrari a queste pratiche. Per chiarire meglio come funziona analizzeremo le varie tecniche in seguito.

Keyword stuffing

Il keyword stuffing è forse il trucco più vecchio, nato quando  i developer di siti e app hanno capito come funzionavano i motori di ricerca. Le parole chiave, o keyword, sono infatti quelle parole utilizzate dagli utenti nelle ricerche sul web (o sugli Store): più una tal keyword è precisa e popolare, più la propria pagina/app  sarà ritenuta rilevante (e quindi resa più visibile) dal motore di ricerca. 
L’utilizzo delle keyword è originato dal SEO ma la pratica si è diffusa anche nell’ambito dell’ASO. Qui possiamo vedere come l’utilizzo eccessivo delle parole chiave sia presente in entrambi i campi.

Nel SEO un esempio di keyword stuffing può essere creare un URL che contiene non solo le parole essenziali alla ricerca (es. Facebook, app, play store) ma anche molte altre keyword non necessarie, che servono a rendere il prodotto raggiungibile attraverso molti più tipi di ricerca sul web (es. Facebook, app, Play Store, games, fatlion, crafting, dating, teen, high school, romance..).

Questo processo può essere sfruttato anche nell’ App Store riempiendo le descrizioni delle app di tante parole chiave che, da una parte non sono strettamente collegate al servizio offerto, e dall’altra sono composte soprattutto da sinonimi. Se ad esempio si vuole lanciare un gioco sulla moda si può cercare di inserire più parole chiave possibili riguardanti moda, fashion world, crafting game, girls e così via. Le descrizioni nate sotto questa tecnica non sono scritte per le persone ma per l’algoritmo, risultano difficili da leggere e a volte non hanno neanche senso. 

Usare keyword irrilevanti 

A volte l’utilizzo sfrenato delle keyword di cui abbiamo parlato prima arriva all’eccesso e porta all’inserimento nelle descrizioni, o addirittura nei titoli, di parole che non hanno niente a che vedere con l’app stessa ma che servono solamente a includere altri temi popolari; può succedere che, addirittura, queste parole chiave includano nomi di altri brand e competitor.

Quando iOS8 fu lanciato Apple introdusse una nuova feature: nasceva la sezione trending nella ricerca che permetteva a tutti di vedere quali app erano più popolari. Questo tool è stato utilizzato da quel momento dai programmatori di black hat ASO per aggiungere nei loro metadata le keyword presenti in questa lista, anche quelle non collegate all’app. Per esempio nel periodo natalizio  aggiungere la keyword Natale alla descrizione della propria app può sicuramente aumentare la visibilità ma probabilmente può anche venire definita una tecnica illegale. Invece di seguire questo trend si può provare a ottimizzare le proprie keyword in maniera legale. 

Installazioni false 

Tra gli elementi più importanti da considerare c’è il numero di installazioni di un’app. Il processo è semplice: più download, più chance di finire nella Top Chart. Perciò non è difficile capire come una delle preoccupazioni principali di chi usa il black hat ASO riguardi proprio questo argomento. Ecco qui alcune delle tecniche utilizzate:

  • Pagare delle persone per installare l’app (traffico incentivato)
  • Usare bot per installare l’app 
  • Chiedere agli utenti di usare una specifica keyword per cercare l’app e poi installarla (search incentivized installs): questo approccio aumenta l’index del CTR e la posizione organica della keyword
  • Assumere una compagnia con un network di persone reali che installeranno l’app in cambio di una ricompensa 

Sebbene il black ASO dia una spinta iniziale, la crescita non rimane costante nel tempo, perché l’app non serve davvero agli utenti o non è stata scaricata in base a necessità effettive, quindi lo user engagement crolla. In questo caso gli utenti sono soliti usare l’app molto poco oppure disinstallarla subito dopo essere stati pagati. 

Source: Mobile action

Rating e recensioni falsi

Le recensioni e i voti che vengono dati ad un’app sono essenziali per convincere un utente a scaricarla. Più alti sono i rating, più persone vorranno l’app.

Il problema riguarda però come e quando chiedere agli utenti di scrivere una recensione o valutare l’app: a volte il momento potrebbe non essere quello giusto o le persone potrebbero non voler dare la loro opinione a meno che l’app non sia eccellente.  Quello che accade con il black hat ASO consiste nel pagare gli utenti per ricevere buone recensioni e voti, o avvalersi delle compagnie che offrono questo servizio. 

Non è semplicissimo, per questo motivo, capire quali sono i commenti veri e quali no, ma ci si può avvalere di qualche trucco: normalmente queste recensioni vengono pubblicate tutte nello stesso giorno e gli utenti che le pubblicano non hanno una immagine del profilo, a volte neanche il nome. Perché? Perché di solito questi commenti sono generati da dei computer in automatico.

Google ha cercato di arginare il danno negli ultimi anni, migliorando i filtri e bannando in automatico quelle review che non sembrano autentiche. Bisogna considerare, inoltre, che può capitare che alcune di queste tecniche sopra elencate siano, a tratti, considerate legali e per questo vengano definite una zona grigia.

Source: mobile action

 

Nomi dei developer falsi

A volte i developer potrebbero cambiare il loro nome e utilizzare emoji e numeri per far cadere in equivoco l’utente: mettere al posto del nome cinque stelle o “+50000 download” fa pensare a chi scarica l’app che essa sia di qualità, perché equivoca quei nomi falsi per recensioni e numero di installazioni. Chi attua questa tecnica molto spesso viene bannato da App Store o Google Play. 

Attaccare i competitor

Una delle tecniche più sleali è quella di attaccare i competitor, pubblicando delle (false) recensioni negative sulle app altrui o affidando a una terza parte il compito di creare account reali o bot per scaricare, usare e valutare con voti bassi le app dei rivali per indebolirli. Così alcuni riescono a battere gli avversari nelle classifiche. 

Usare traffico bot

Alcuni programmatori hanno creato dei software che imitano i comportamenti di un utente nell’App Store: possono cercare, scaricare e usare un’app come persone reali e farlo in pochi minuti!

Per fortuna Google Play Store, Apple App Store e altre piattaforme hanno cambiato il loro algoritmo, concentrandosi sulla qualità, non la quantità dei download; adesso non viene considerato solamente il numero di installazioni, ma anche lo user engagement e l’app retention. Inoltre, capita spesso che prima di scaricare qualcosa o accedervi venga chiesto di identificare alcune immagini, cosa che un bot non riesce a fare.

Manipolare le top charts

Fra le varie classifiche possiamo vedere le top trending, best app o top grossing: quest’ultima riguarda le app con più valore. 

Quello che alcuni programmatori fanno è aumentare il prezzo delle loro app, a volte raggiungendo migliaia di euro. A quel punto dei complici comprano queste app e vengono poi rimborsati dai developer. In teoria però l’app così riceve molti soldi, il che fa aumentare il suo valore. 

Appena raggiungono la Top Chart il prezzo viene abbassato, ma la visibilità è stata guadagnata in tempi record. Tuttavia questo non può più essere fatto nell’App Store perché, nel 2017, Apple ha rimosso la top grossing chart; Google Play però la mostra ancora. 

Copiare app popolari

Se si va in un supermercato ci si accorgerà che ci sono alcune marche che imitano quelle più popolari per vendere di più: questo accade anche con le app, con alcuni developer che sviluppano app molto simili, per funzionalità e grafica, a quelle più conosciute. 

Ciò succede spesso con app come Facebook, Messenger e Whatsapp, ma il plagio non si limita a queste tre; nonostante l’App Store ponga l’App originale in prima posizione e aggiunga un check verde accanto, molti sbagliano e scaricano comunque app non ufficiali. Questo processo non è comunque molto favorevole ai programmatori perché, appena l’utente si accorge che l’App che ha scaricato non è quella che voleva, la disinstalla, diminuendo lo user engagement (come abbiamo già visto con le installazioni false). 

Source: Mobile Marketing Masterclass

 

Perché non bisognerebbe usare il black hat ASO?

Vorreste essere descritti come falsi, amorali, bugiardi, sleali e criminali? Certamente no, e probabilmente non vorreste che la vostra app venga considerata tale. 

Se non siete convinti, ecco alcune ragioni per non sfruttare il black hat ASO:

  1. I programmatori che usano queste tecniche vengono sconsigliati e bannati negli Store
  2. Gli Store normalmente sconsigliano o eliminano l’App dalla loro offerta per ripetute violazioni al regolamento 
  3. Il black hat ASO dà dei risultati rapidi ma poi porta a perdite consistenti 
  4. Usare queste pratiche vuol dire manipolare e truffare l’algoritmo e questo può portare a gravi conseguenze, anche legali
  5. Non si avranno dei clienti leali e affezionati; la maggior parte delle persone disattiverà o disinstallerà l’App dopo poco
  6. Molti non si fideranno della app
  7. Il black hat ASO porta ad avere bassi livelli di user engagement e retention
  8. Ci si espone a ricevere molte recensioni negative

In breve possiamo concludere che usare queste tecniche porti a delle sostanziali perdite a lungo termine e per questo sia sconveniente. 

Conclusione

Se la vostra app è valida il successo arriverà. È sconveniente usare i trucchi del black hat per motivi etici e pratici: è consigliabile usare invece il white hat ASO che può portare a dei grandi benefici e vantaggi. 

La strategia ASO da seguire prima di lanciare un’app

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Chiunque stia progettando un’applicazione mobile e voglia renderla pubblica non può prescindere dall’implementazione di una strategia di App Store Optimization (ASO). Ma che cosa significa questo termine? Perché è importante e come si può migliorare la propria performance organica nel mobile marketing? A queste ed altre domande risponderemo in questa  guida breve ma completa.

Cos’è ASO e perché è importante 

Per iniziare ci concentriamo rapidamente sui numeri: 1.96 e 2.87 milioni di app perdute nei meandri dell’App Store e di Google Play rispettivamente, un numero impressionante. L’idea di sviluppare un’app mobile e renderla pubblica negli Store di riferimento, confidando nel passaparola è ormai antiquata ed è necessario migliorare le proprie performance in maniera diversa. A questo proposito l’ASO, acronimo di App Store Optimization, può esserci d’aiuto: esso rimane tuttora il metodo più efficace ed efficiente per massimizzare i profitti e i download della nostra applicazione. 

Per ASO si intendono quelle attività che permettono allo sviluppatore di migliorare la posizione e la visibilità della propria app nello Store, a seguito di ricerche da parte degli utenti per specifiche parole chiave.  Gli algoritmi che regolano l’App Store e Google Play non sono noti, ma vi sono degli elementi che possono essere utilizzati per aumentare le probabilità di successo.

Identificare i propri competitors

Il primo step sarà sicuramente quello di capire chi è la concorrenza, dunque identificare i propri competitors. In genere essi sono identificabili per il servizio che offrono(simile alla propria app) e  per la loro popolarità. Nel caso in cui la vostra app sia un social network non dovrete compararvi a Facebook o Twitter, ma dovrete confrontarvi con quelle app che hanno le vostre dimensioni e sono della vostra stessa categoria. A volte questo processo può essere un po’ difficile, per questo sono stati sviluppati degli algoritmi specifici. 

Possiamo dividere gli elementi dell’ASO in due macro-aree: i testuali e i grafici. I primi rimandano a tutto ciò che è un testo, quindi parole chiave, errori grammaticali, descrizioni e così via; i secondi si riferiscono invece a immagini, loghi, icone e quant’altro . 

Textual ASO

Keyword ed errori: come sviluppare una strategia vincente

Uno dei fattori più importanti è sicuramente la scelta delle parole chiave, quei termini che verranno utilizzati dagli utenti per cercare l’app. Bisogna tenere a mente che il 65% di chi scarica un’app la trova a seguito di una ricerca nello Store. Una cifra molto alta e che serve a rammentarci come sia necessario porre attenzione a questa fase. 

Le keyword sono considerate importanti secondo due fattori: il volume di ricerca e la rilevanza alle nostre attività. È importante però non usare quelle più popolari all’inizio, ma preferire quelle con frequenza di utilizzo media. Quest’ultime dovranno anche essere posizionate tra i vari elementi on-page con un ordine opportuno che si basi sulla loro rilevanza. Ad esempio, il nome dell’app è sicuramente l’elemento più importante, però in pochi considerano anche il nome del creatore. Il valore delle parti varia a seconda di quale Store utilizziamo per comprare. 

Il segreto consiste dunque nell’utilizzare le parole chiave più adatte e opportune per sfruttare l’algoritmo, senza però eccedere e rendere le frasi prive di senso. Per scegliere le giuste keywords occorrono tool specifici di App Store Optimization, strumenti utili per trovare le giuste keyword per la nostra app: questa selezione deve essere effettuata per il titolo, sottotitolo (iOS) o Descrizione corta (Android), anche per la descrizione.

Inoltre è importante fare attenzione a tutte quelle lettere che contengono particolarità varie (ö,ô,õ…) e preferire le versioni senza accenti, dieresi e tilde: infatti alcune lettere potrebbero non essere utilizzate a seconda della lingua che si parla, ed è importante cercare di raggiungere più persone possibili.

Un altro strumento utile può essere quello di non usare spazi e congiunzioni, preferendo la punteggiatura e i trattini per risparmiare spazio.

Descrizione dell’app

Fondamentale passo successivo: scrivere una descrizione accattivante . Se il possibile consumatore è arrivato fin qui, bisogna sforzarsi in tutti i modi di fargli scaricare l’app. Come?

Anche in questo caso la scelta delle parole chiave è fondamentale. È importante usare espressioni che appaiono sovente nei canali di ricerca e posizionarle in un contesto chiaro e breve. Si possono seguire i seguenti punti:

  • Perché l’app è utile?
  • Perché vale il suo prezzo? (nel caso sia a pagamento)
  • Che problemi risolve?
  • Come renderà la vita dell’utente più semplice o migliore?

Con questo metodo si può ottenere una descrizione breve, succinta ma allo stesso tempo efficace e creativa.

Categoria

Nella ricerca delle keyword non possiamo dimenticarci di dare la giusta attenzione alla categoria. La scelta migliore è, chiaramente, quella di posizionare l’app nella categoria che meglio rappresenta lo scopo del prodotto o servizio. Ma cosa fare se la vostra app appartiene a più categorie?

Un metodo potrebbe essere il seguente:

  • Comparare le varie categorie e vedere quale ha meno applicazioni: scegliere quella più piccola in modo da avere più chance di avere una posizione di spicco.
  • Calcolare il valore delle app presenti in ciascuna categoria e scegliere quella con pregio minore, affinché la vostra app abbia più possibilità di essere fra le prime posizioni.

Grafica ASO 

Dopo aver completato il viaggio nel mondo del textual ASO ci occupiamo ora di svelare i segreti e le tecniche della grafica ASO, il quale concerne le immagini, i loghi, le icone e i contenuti audio-visivi.

 

Immagini di qualità e screenshots

Gli utenti impiegano solo 7 secondi a decidere se scaricare una app o no. Oltre al punteggio delle recensioni l’elemento più importante è l’impatto visivo. Se le immagini e gli screenshots sono di alta qualità e trasmettono dei messaggi chiave quasi sicuramente verranno apprezzati. 

È fondamentale non solo creare uno stile grafico accattivante, ma anche usare le foto per mostrare gli aspetti principali dell’app. Per creare delle immagini del genere si può ricorrere ad alcuni strumenti come Figma, MockUPhone  e AppLaunchpad.

App preview video

Il 92% della popolazione italiana attiva su internet  passa il suo tempo online a vedere video, e la metà dei video visti online sono visualizzati tramite smartphone. Appare evidente come aggiungere un breve video (l’App Store permette di caricare video da 30 secondi) possa rivelarsi una strategia vincente. A questo riguardo ecco alcuni consigli utili: aggiungere sottotitoli e scritte al video che, probabilmente, verrà visualizzato in auto-play senza audio; mostrare i contenuti della app, non persone felici che la usano.

La scelta dell’icona 

Se non è giusto giudicare un libro dalla copertina non lo è nemmeno giudicare una app dalla sua icona, ma purtroppo la realtà è molto diversa.
Il logo del vostro prodotto sarà uno dei fattori che provocheranno più download grazie all’attenzione che catturerà. Facile a dirsi ma difficile a farsi!
Esiste una strategia vincente per creare l’icona perfetta? Ovviamente no, nonostante si possa ricorrere ad alcuni escamotage
, come cercare di differenziare il più possibile il proprio logo dagli altri e usare colori accesi. 

Per creare l’icona suggeriamo l’utilizzo di siti come Canvas o News

Recensioni: come usarle a nostro favore

Come abbiamo già detto le recensioni sono l’elemento più convincente. Queste rassicurano, confortano, ci spiegano cosa possiamo trovare davvero nell’app e quali sono i suoi difetti. 

Si possono incoraggiare le recensioni positive col passaparola se si conoscono gli utenti, ma il metodo più efficiente è ricorrere alle push notification e alle notifiche in-app chiedendo di valutare la loro esperienza.

Dopo quanto tirare le somme?

Fino ad ora abbiamo parlato di cosa fare prima di pubblicare un’app, ma dopo quanto tempo possiamo cominciare a trarre delle conclusioni ?

Non c’è un tempo prestabilito dopo il quale i risultati ci appariranno chiari. L’ASO è un processo continuo, ma è giusto analizzare alcuni fattori e l’impatto che hanno avuto dopo il lancio della app. Per fare è bene rifarsi ai tool ASO di cui dicevamo in precedenza. 

Inoltre, il successo o il fallimento dell’ASO può derivare da fattori interni ed esterni.

Fattori interni

Alcuni fattori interni che potrebbero diminuire il successo della vostra app sono degli aggiornamenti difettosi e dei cambi  nella presentazione dell’app. Nel primo caso un update potrebbe creare molti bug e di conseguenza portare a una disinstallazione en masse del prodotto. Nel secondo, invece, delle modifiche non concordate con specialisti dell’ASO, al titolo o alla descrizione per esempio, potrebbero seriamente compromettere il ranking dell’app.

Fattori esterni

Tuttavia i maggiori ostacoli si incontrano nel mondo esterno. 

Uno dei principali motivi per cui la propria app non ha riscosso successo potrebbe essere un’ alta competizione nel mercato oppure una ricerca orientata su brand specifici e non sulla categoria (è il caso dei social network, dove l’utente non cerca una qualsiasi app di questo tipo ma dei Brand specifici come Twitter, Instagram ecc.).
Altri elementi riguardano cambi nei regolamenti dell’App Store e Google Play e nelle commissioni dei pagamenti, che potrebbero influenzare positivamente o negativamente i download.

Infine, l’entrata di nuovi competitors, la pubblicità e gli eventi mondiali possono modificare le necessità e i gusti del consumatore. 

Cosa fare se l’ASO non basta

Per i motivi sopra descritti l’App Store Optimization potrebbe non bastare. È giusto ricorrere in questi casi ad altri metodi, come per esempio l’uso di ads nei canali principali (Facebook e Google) e strategie di user acquisition vario tipo. 

Conclusione

In questo articolo abbiamo voluto identificare i fattori chiave che possono migliorare il posizionamento e il ranking di un’app nello Store, sia Android che iOS, in modo da aumentare i download e i profitti del developer. Nel caso si voglia approfondire  l’argomento si può ricorrere alla nostra guida gratuita e a questo articolo

Come misurare il successo di ASO nel 2021

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Il successo di un’app mobile non è mai immediato: si tratta di un percorso per il quale occorre tempo e sicuramente molto lavoro. Bisogna comprenderne a pieno i vari processi, misurare i risultati e analizzare l’efficacia delle azioni di marketing svolte.

Di quali siano i KPI più critici e le metriche da tracciare per arrivare al successo: queste le tematiche che affronteremo nell’articolo.

ASO: obiettivi e KPI

Per ogni applicazione vi sono diversi obiettivi a seconda delle fasi del prodotto. Si potrebbe infatti mirare alla crescita organica o all’aumento del tasso di conversione, all’incremento degli install e alla riduzione dei costi di acquisizione, così come al raggiungimento di certi livelli di intrattenimento o al miglioramento dei Daily/Monthly Active Users (DAU, MAU). 

In generale, quello dell’App Store Optimization, è un processo che aiuta – nel lungo termine – ad ottenere e mantenere una costante crescita organica dell’app. Qui di seguito i principali obiettivi delle strategie di marketing e i relativi KPI, o metriche, necessari alla loro misurazione e ottimizzazione.

1° Obiettivo: visibilità negli Store

Tra gli obiettivi principali dell’App Store Optimization, il miglioramento della visibilità delle app mobile e dei giochi negli Store, è uno step essenziale per l’ottenimento di un numero più elevato di installazioni organiche. Svolgere attività di marketing relative alla visibilità, permette infatti di aumentare la “discoverability” dell’app in Search, Top Charts e Featured.

I KPI associati a questa fase possono essere misurati con qualsiasi tool di ASO:

  • Keywords rankings: posizione raggiunta nei risultati di ricerca per le keyword e combinazioni di keyword di riferimento;
  • Top Charts rankings: posizione nelle Top Chart;
  • Category rankings: posizione di un’app, o gioco, all’interno della loro categoria;
  • Similar/Related apps: poiché il traffico di applicazioni simili è importante, bisogna tenere a mente quali e quante app si ricollegano alla nostra;
  • Featured: quando l’app compare nella pagina principale degli Store. Questo KPI può essere monitorato, ad esempio, con AppAnnie.

Il tracciamento giornaliero e mensile dell’evoluzione delle metriche sopracitate, e il confronto delle classifiche con i prodotti dei competitor, sono fattori alla base dell’ottimizzazione dell’App Store.

2° Obiettivo: Tasso di conversione della pagina di prodotto

Il secondo importante obiettivo, dopo la visibilità, è il potenziamento del tasso di conversione in termini di installazioni. 

Quando un utente scopre un’app, è fondamentale che questa dia un’ottima prima impressione. Affinché questo accada, bisogna tener conto di:

  • On-metadata: Nome dell’app (titolo), descrizione, icona, creatività;
  • Off-metadata: Download, recensioni e rating.

I KPI relativi a questa fase sono:

  • Click-through rate (CTR): rapporto tra il numero di click e di impression/visualizzazioni (una grande influenza a tal proposito è data dal nome, dall’icona dell’app e dagli screenshot);
  • Conversion rate to install (CR): percentuale di visitatori della pagina del tuo prodotto, che hanno scaricato la tua applicazione.

CTR e CR sono entrambi parti essenziali del funnel di conversione dello Store Listing: attraverso la loro ottimizzazione, ci si può infatti assicurare l’interesse della maggior parte di quegli utenti che in qualche modo hanno trovato la nostra app sullo Store, aumentando la possibilità di download.

3° Obiettivo: Mobile Growth

Si potrebbe pensare che il principale fattore di crescita per ASO sia legato al numero e alla frequenza delle installazioni, eppure non è così o, almeno, non lo è in parte.

Con una conoscenza approfondita delle fonti di installazioni organiche e non, è possibile individuare un altro KPI essenziale per le app mobile: l’organic uplift – o organic multiplier -, ossia una metrica che fa riferimento ad un naturale incremento del traffico organico, dovuto da azioni di marketing a pagamento. Le installazioni acquistate aiuteranno la tua app a salire di posizione in Search e Top Charts – il che, di conseguenza, contribuirà a conferirle più visibilità, attirando un maggior numero di utenti organici.

L’Organic Uplift è dato dal rapporto tra la percentuale di installazioni organiche e non organiche. Più alto è il valore dell’organic uplift, minore sarà quello dell’eCPI.

Un’altra metrica importante per l’analisi della crescita, è il numero di utenti attivi. In questo caso, i KPI principali, sono i MAU (Monthly Active Users) e i DAU (Daily Active Users).

Inoltre, per poter analizzare correttamente e migliorare le metriche di conversione, è consigliabile condurre degli esperimenti di A/B testing per gli elementi dello Store Listing che si vogliono modificare. Tali cambiamenti devono essere apportati separatamente, mai tutti insieme, di modo da poter identificare chiaramente quale di questi abbia portato a miglioramenti nella conversione.

4° Obiettivo: Feedback degli utenti

Nell’ambito dell’App Store Optimization, le valutazioni e le recensioni, svolgono due ruoli fondamentali: (1) la loro presenza può aiutare un’app a salire di posizione nelle classifiche in Search e Top Charts, oltre che ad avere (2) una grande influenza nelle decisioni di download degli utenti. (Leggi anche: Valutazioni e Recensioni sugli Store: come influenzano la Conversion Rate delle Campagne UA e come ottimizzarle)

Vale a dire che, più recensioni e valutazioni si hanno, maggiore sarà il loro impatto sul ranking e sulla visibilità di un’app.

5° Obiettivo: Monetizzazione

L’Ultimo, ma non meno rilevante obiettivo per gli sviluppatori mobile, è la monetizzazione dei loro prodotti. Per misurare le entrate, vengono utilizzati diversi KPI:

  • Average Revenue per User (ARPU): fatturato totale diviso per il numero di utenti;
  • Lifetime Value (LTV): una previsione dell’utile netto per un determinato utente;
  • Revenue: importo totale del reddito generato.

Per una monetizzazione efficace di un’app mobile, la qualità degli utenti conta più della quantità delle installazioni. L’utente che paga di più, e più a lungo, diventa di conseguenza più “valido” rispetto ad un utente che abbandona l’app poco dopo la sua prima sessione.


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Ne vuoi sapere di più sull’App Store Optimization e su come attirare più utenti organici alla tua app mobile? Scrivici a info@mobile-marketing.it.

SEO Backlink: cosa sono e perché sono rilevanti per l’ASO di Google Play

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Backlink google play

Nonostante sia una pratica nota prevalentemente nell’ambito del SEO (Search Engine Optimization), i backlink possono essere utilizzati anche per l’ottimizzazione delle applicazioni, per migliorarne la visibilità e alimentarne la crescita.

Cos’è un Backlink?

Normalmente associato al processo di ranking relativo ai siti web, il backlink è un link posizionato all’interno di un testo. L’obiettivo è quello di integrare informazioni e aiutare un sito a ottenere un buon traffico e generare lead. Il concetto è simile a quello di un anchor text, ma con una piccola differenza: l’anchor text fa riferimento ad una parola, o gruppo di parole, che tramite un clic rimandano ad altri siti web. Si tratta dunque di un collegamento verso un altro link interno o esterno al sito. Il backlink, invece, è pur sempre un collegamento ipertestuale, ma si differenzia dall’anchor text, poiché viene concesso al nostro sito da altri siti web. Questo, anche conosciuto come “incoming link” o “inbound link”, fa infatti riferimento a un link/collegamento entrante.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: in che modo i backlink sono rilevanti nell’ambito dell’App Store Optimization?

Backlink & Google Play ASO

Come la maggior parte delle strategie, quella dei backlink, non porta risultati immediati, ma ricevere un collegamento entrante, può avere nel tempo un impatto positivo in termini di keyword ranking per Google Play ASO. Il fatto che i backlink possano aiutare la nostra app a raggiungere un ranking più alto in “Search”, non esclude però il lavoro di App Store Optimization relativo all’ottimizzazione di altri fattori. Se qualcuno dovesse arrivare alla nostra applicazione tramite un backlink, si potrebbe pensare che questo sia sufficiente affinché l’utente finisca per scaricarla. Eppure non è così. Per questo motivo bisogna sempre tenere conto dei fattori on-page (titolo, sottotitolo, descrizione, visual branding) e della loro ottimizzazione, senza la quale la nostra app non riuscirebbe ad entrare nella top 5, pur avendo ricevuto dei collegamenti entranti.

7+1 Modi di creare un backlink per la propria app mobile

1. Link alla tua app dal tuo sito web: se si ha un sito web o una landing page dedicata alla propria app, è consigliabile includere, all’interno di questi, un link che rimandi all’applicazione;

2. Social Media: essere presenti sui diversi canali social è fondamentale, motivo per cui è necessario creare almeno una pagina Facebook, Instagram e Twitter per poter diffondere informazioni sulla propria app, e creare da qui link diretti alla nostra applicazione;

3. Partner: avere dei link entranti che provengono solo da noi stessi, non è sufficiente. Per far sì che la strategia dei backlink funzioni, bisogna poter contare su partnership con altri siti web e blog, che possano promuovere e fornire ulteriori link di qualità alla nostra app;

4. Sponsorizza un evento: sponsorizzare o partecipare a eventi del tuo settore, ti permette di ricevere link dal sito web dell’evento stesso;

5. Diventa uno speaker agli eventi: tenere un discorso agli eventi a cui si partecipa, è un ulteriore modo per ottenere link entranti dal sito web dell’evento;

6. Scrivi un “guest post”: collabora con altre app o siti web del tuo settore e scrivi un “guest post” sul loro blog;

7. Crea infografiche: essendo persone e media molto propensi a condividere questa tipologia di contenuti, le infografiche rappresentano il mezzo perfetto per arrivare ad ottenere più menzioni e backlink;

8. Acquista backlink (Black Hat SEO): nonostante non venga spesso raccomandato, poiché considerato link spam (Black Hat SEO), acquistare backlink rappresenta una delle modalità alternative per ricevere link entranti. Noi di Mobile Marketing Italia non ci sentiamo di consigliare questa pratica.

Conclusione

In definitiva i backlink sono un modo molto interessante per potenziare la strategia ASO per Google Play, ma bisogna tenere a mente che dovrebbero funzionare ed essere considerati come parte di un’intera strategia di crescita.

I 5 miti (sfatati) sui “featuring” da parte degli store

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Featuring store

Uno dei sogni più grandi per gli sviluppatori di app (e app marketers), al giorno d’oggi, è che la loro app venga “featured” (inglese per “consigliata”) dagli store in cui la stessa è presente.

Da sempre il featuring viene visto  quasi come fosse un qualcosa di mitologico: tutti ne parlano, ma in pochi riescono effettivamente ad arrivarci. Inoltre non esiste una tattica fissa che possa funzionare ogni volta. 

In questo articolo, grazie all’esperienza maturata dentro adidas Runtastic, lavorando prima sull’app adidas Training e successivamente sull’app adidas Running, cercherò di fare più luce su almeno 5 degli innumerevoli miti che riguardano questo importante canale di acquisizione organica.

Prima di proseguire,   bisogna però avere ben chiaro ciò di cui stiamo parlando e quali sono le metriche associate.  Se mangi CVR (Conversion Rate) & Impressioni di navigazione a colazione, allora puoi saltare i prossimi due paragrafi e andare subito al dunque. Altrimenti leggi qui sotto!


Cosa vuol dire essere “featured” (“consigliato”) da uno store?

Essere featured da uno store, è ciò che permette alla tua app di essere promossa all’interno di una delle sezioni ad alta visibilità dello store stesso (che sia App Store, Google Play, Huawei App Gallery, ecc).  L’esposizione creata da quest’ultimo è in genere molto alta, ma varia in base al tipo di featuring ottenuto.  Per esempio, se si viene selezionati per apparire in “App del giorno”, la durata dell’esposizione sarà limitata, ma l’esposizione di per sé sarà quasi totale; potrebbe infatti arrivare ad essere impressa in tutte le pagine principali di tutti i Paesi in cui l’app è disponibile. Differente è invece il caso in cui si viene promossi nella sezione “app da non perdere”, per cui, nonostante una durata più lunga, l’esposizione è secondaria rispetto all’app del giorno. L’utente, infatti, potrebbe dover scrollare almeno un paio di volte prima di essere esposto alla tua app.
 

Sezioni ad alta visibilità degli Store (Fonte: Apple)

Quali sono i KPIs da tenere sott’occhio?

Quando si viene “featured” bisogna tenere sotto controllo il tasso di conversione, il quale è dato da: 

CVR% (tasso di conversione) = Download/Impressioni

Andando un po’ di più nel dettaglio:

  • Impressioni = tutte le volte che la tua app viene “impressa” in uno store e appare di conseguenza sullo schermo degli utenti, dando loro modo di visualizzarla.
    • All’interno degli store, queste sono divise in “ricerca (search)” e in “navigazione (browse/explore)”. Queste ultime (di navigazione) sono solitamente associate con il momento in cui l’utente trova l’app, non tramite ricerca diretta con keyword, bensì navigando su diverse pagine dello store. Motivo per cui sono fondamentali per la valutazione dell’importanza di un featuring. 
  • Download = tutte le volte che l’utente clicca sul pulsante “installa” e un’installazione inizia correttamente per lo store.  

I 5 miti più comuni

Da dove iniziare? Esattamente da quello che succede in caso di featuring al tasso di conversione: si tenderà a vedere una decrescita, anche pesante del CVR. Perché? Per via della crescita sproporzionata delle “impressioni” e una crescita più moderata dei download. 

Questa nozione ci porta a sfatare il nostro primo mito:

1. Essere “featured” da uno store porterà tantissimi download: falso.

Generalmente, il featuring di per sé porterà tantissime impressioni, ma se la vostra app non è ottimizzata per convertire tale traffico, saranno tutte impressioni vane. È questo che cerca di fare la branca ASO – mettere di fronte all’utente giusto l’app giusta al giusto momento. Con un featuring, la tua app andrà molto probabilmente sugli screen di milioni di utenti che potrebbero non essere affatto interessati al tuo prodotto e di conseguenza, non inizieranno mai un download. 

Dunque, a cosa serve far sì  che la propria app venga notata durante il featuring? 

2. Servono degli asset speciali per essere notati: falso (ma aiutano!)

Nonostante non siano necessari degli asset speciali, questi possono comunque aiutare a farsi notare.  Quando una proposta di featuring viene pianificata, gli store ti chiederanno di fornire degli asset che descrivano al meglio la tua app o che risultino speciali per il tipo di featuring. La loro unica funzione sarà quella di essere complementari alla tua offerta. Se hai già ottimizzato una store landing page con degli asset che sai che funzionano, quelli andranno benissimo, insieme al tuo miglior slogan (vedi l’esempio di adidas Running – Become a Hometeam Hero).

Ma come si può accedere ad un featuring? 

3. I featuring sono decisi dagli store: vero e falso.

Molte volte, i team che gestiscono il contenuto delle pagine principali degli store, ti avviseranno quando la tua app verrà considerata per un featuring, poiché potrebbero aver visto un product fit con quello che vogliono offrire ai loro utenti in quel preciso istante (es. App di e-commerce prima del black friday). Esistono inoltre casi in cui gli store potrebbero prendere in considerazione la tua proposta. Questo avviene quando si ha la fortuna di avere un account manager e un’idea di campagna marketing valida, dietro la quale è stato svolto un gran lavoro per far convertire molti più utenti tramite offerte o engagement speciali. Un bel pitch deck con il business value per l’utente (tenendo a mente lo store) farà il resto.

Pro Tip: Consiglio un preavviso per chiedere un featuring ai rappresentanti dello store di minimo 3-4 settimane rispetto alla data prevista della tua campagna; va anche ricordato che  alcuni periodi dell’anno, a seconda dello store, potrebbero essere off-limits.

Pro Tip #2: quando si crea un pitch deck, va ricordato che i tuoi goal e quelli degli store sono gli stessi: bisogna fare in modo che gli utenti installino la tua app, la usino e generino revenue, poiché alla fine loro si prenderanno una fetta di questi soldi. Tenendo a mente che allo stesso tempo ci sono milioni di altre app che vogliono fare la stessa cosa, è bene riflettere su quale sarà la value proposition adatta, che permetterà alla tua app di essere promossa. 

Riprendendo l’ultima pro tip, passiamo al nostro prossimo mito:

4. Tutte le app possono essere considerate per un featuring: falso.

Ad essere favorite, sono infatti applicazioni che hanno già una buona crescita e un buon numero di download nei giorni/settimane precedenti, con rating alto e stabile, possibilmente tra 4.5 e 5. Per far sì che l’app venga considerata, è inoltre consigliabile avere descrizioni e contenuto della pagine app ottimizzati.
Come già menzionato, è bene ricordare che gli store fanno soldi sulla base della soddisfazione e degli acquisti degli utenti attraverso la tua app. 

Arrivati a questo punto, il quinto mito si sfata da sé. Durante la mia carriera, ho sentito più di una persona dire, in riferimento ai featuring dei competitor, che … 

5. “… è tutta una questione di fortuna”: falso.

Come potrai aver intuito, ottenere un featuring dipende da diversi fattori:  pianificazione, prodotto, idea di campagna marketing e una solida strategia di User Acquisition. Bisogna inoltre capire quando gli store sponsorizzeranno app simili alla tua, aumentando in maniera significativa il valore dato agli utenti.

Concludo questa breve lista precisando che questi sono solo alcuni dei tanti fattori che possono caratterizzare la tua esperienza con i featuring degli store, e che la mia è basata sulla categoria Health&Fitness. È bene tenere a mente che ognuno ha grandi particolarità e che i risultati possono essere differenti in base alle categorie.

Se ti sei ritrovato in questo articolo, o hai vissuto un’esperienza differente, lascia pure un commento qui sotto per farmelo sapere! 

 

L’impatto di iOS 14 sull’App Store Optimization: 3 novità da non perdere

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ios 14 app store optimization

Dalla scorsa settimana milioni di utenti Apple hanno potuto scaricare il nuovo update del sistema operativo più atteso e odiato nel mondo del mobile marketing. Dopo tantissimi articoli scritti (non solo da noi di Mobile Marketing Italia) e ancora più supposizioni fatte sull’impatto di questa novità per l’ecosistema mobile, da pochi giorni si possono vedere già i primi risultati del nuovo iOS 14. Primo su tutti è l’impatto sulle strategie di App Store Optimization

Qui di seguito le novità più interessanti che iOS 14 ha portato all’App Store. 

1. Le Raccolte di App appaiono direttamente nei risultati dell’App Store

Sebbene possa sembrare un cambio minimo, a partire da iOS 14, il risultato di ricerca di un’app o gioco, ma anche di una keyword specifica, darà una pagina di risultati alquanto diversa da quella a cui siamo abituati. Infatti, gli utenti potranno vedere oltre ai soliti risultati, le inserzioni di Apple Search Ads, e l’occasionale Storia Editoriale di Apple, anche le Raccolte di App suggerite da Apple in base a quella particolare keyword.

Come si può vedere dallo screenshot, i risultati di ricerca non appaiono più nella prima schermata, infatti, l’utente medio potrà saltare del tutto la parte di risultati e guardare la Raccolta di App suggerita da Apple. Un altro punto interessante da notare è che il bottone “Ottieni” è visibile direttamente nella sezione Raccolta, dando la possibilità agli utenti di scaricare direttamente l’app d’interesse. 

Cosa significa questo per l’App Store Optimization? 

Ora più che mai, un’ottimizzazione del proprio App Store diventa fondamentale per apparire nei primi 2 risultati. Infatti, se prima di questo cambiamento essere fuori dalla Top 5 risultava in una diminuzione drastica del CTR e CVR del traffico organico, ora significa non essere scoperti del tutto, poiché gli utenti potranno scoprire nuove app nella sezione Raccolta, senza dover scrollare tra centinaia di risultati.

Ad oggi, non si sa ancora quali sono i criteri per essere inclusi nella sezione Raccolta. Sicuramente è un modo molto chiaro di spingere i risultati organici ancora più giù nello Store e invogliare gli inserzionisti a biddare su Apple Search Ads. 

Leggi anche: La Guida Completa all’App Store Optimization

2. Autocorrezione di termini di ricerca scritti male

Una pratica molto comune nelle strategia di App Store Optimization (un po’ come nel SEO) è quella di ottimizzare il metadata della propria app per keyword scritte male, come ad esempio “musca” per “musica“, ma anche per il proprio nome brand, “amzon” per “Amazon“, in modo da ricevere più visibilità organica anche per questo tipo di ricerche alquanto comuni nell’App Store. 

iOS 14 ASO

Con iOS 14, questa tecnica diventerà meno rilevante, poiché d’ora in poi l’App Store proporrà i risultati comunque per il termine corretto. L’utente avrà ancora l’opportunità di cliccare sulla parola chiave scritta male e vedere i risultati per questa, ma riteniamo che pochissimi utenti saranno effettivamente interessati a questi risultati. 

Che impatto avrà sull’App Store Optimization?

Questo tipo di cambiamento porterà gli esperti di App Store Optimization a rivalutare il modello di ottimizzazione per termini scritti in modo incorretto nel metadata dell’app mobile. Infatti, d’ora in poi, questa strategia risulterà potenzialmente inutile, e anzi potrebbe farci perdere opportunità di traffico organico su altre keyword più importanti. 

3. Aggiornamento della pagina prodotto 

Con iOS 14, anche la pagina prodotto della propria applicazione mobile subirà qualche cambiamento. 

Infatti, d’ora in poi, subito dopo il titolo e il sottotitolo dell’app saranno visibili le informazioni più importanti dell’app, come nome developer, valutazioni, posizione in classifica, ma anche lingua disponibile e grandezza. 

iOS 14 App Store Optimization

È bene ricordare però che questo è solo l’inizio, infatti tra pochi mesi (inizio 2021?) nella pagina prodotto sarà visibile anche la cosiddetta “Privacy Card” che darà agli utenti informazioni importanti su come i propri dati sono utilizzati dall’applicazione in questione. 

iOS 14 App Store Optimization

Cosa significa per l’App Store Optimization? 

Ad oggi significa poco, però il futuro non è roseo. Infatti, specialmente con la nuova Privacy Card, il tasso di conversione potrebbe diminuire drasticamente per quegli utenti che si preoccupano dell’utilizzo dei propri dati. 

Conclusione

iOS 14 è senza dubbi una rivoluzione sia da un punto di vista utente ma anche per chi lavora nella pubblicità mobile. L’impatto di questo cambiamento nell’industria del marketing avrà ripercussioni su più aspetti, che ad oggi sono ai più sconosciuti. Prepararsi al meglio a questa rivoluzione è fondamentale per non trovarsi scoperti e soffrire perdite, sia monetarie che di posizionamento. 


Sei preoccupato per il futuro della tua applicazione mobile con l’avvenire di iOS 14? Non sai bene cosa fare per prepararti a questo cambiamento radicale nel mondo del mobile marketing? Contattaci e scopri come navigare le complicate acque post iOS 14.