Le Pagine di Prodotto Personalizzate sono integrate in Apple Search Ads

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Pagine di Prodotto Personalizzate

Finalmente le Pagine di Prodotto Personalizzate sono integrate in Apple Search Ads. Qualche tempo fa avevamo condiviso le novità rilasciate da Apple, in termini di ottimizzazione e gestione delle Schede della propria applicazione mobile sull’App Store.

Con questa novità però le carte in tavola cambiano, e non poco. Grazie a questa integrazione tra Apple Search Ads e le Pagine di Prodotto Personalizzate, gli inserzionisti avranno la possibilità di personalizzare ancor di più l’esperienza di conversione dei propri utenti. 

Che Cosa Cambia con le Pagine Di Prodotto Personalizzate?

All’interno dei gruppi di annunci per i risultati di ricerca in Apple Search Ads Advanced, si potranno creare nuove varianti degli annunci basate sulle pagine prodotto personalizzate, configurabili direttamente dall’ App Store Connect. Questa novità ci darà la possibilità di allineare i contenuti creativi a determinate parole chiave e target di pubblico. 

Grazie a questa nuova funzionalità integrata in Apple Search Ads, potremo ora migliorare l’esperienza utente nell’App Store.

Aumentano le opzioni per i contenuti creativi degli annunci

Grazie alle Pagine di Prodotto Personalizzate si potranno creare fino a 35 Schede personalizzate con diversi video di anteprima dell’app, screenshot e testi promozionali. Tutte le pagine prodotto personalizzate potranno essere utilizzate in Apple Search Ads per le varianti degli annunci, offrendoci in questo modo innumerevoli opzioni per creare annunci più coinvolgenti e interessanti per i diversi gruppi di utenti.

Gestione Semplice e Immediata

La gestione delle Pagine di Prodotto Personalizzate sarà possibile direttamente nell’App Store Connect, senza dover fare nuovi rilasci dell’applicazione. Una volta create le pagine, si potranno poi connettere a gruppi di inserzioni su Apple Search Ads.

Un’Esperienza Creativa Uniforme

La novità, come abbiamo già detto, è molto interessante perché effettivamente potremo usale le nostre Pagine di Prodotto Personalizzate come se fossero delle vere e proprio Landing Pages per i nostri annunci, dando continuità sia al messaggio, che alle opzioni creative. 

Una cosa importante da tenere a mente è che gli annunci personalizzati saranno disponibili esclusivamente per i dispositivi iOS 15.2 (ultimo aggiornamento di Apple) o versione successive. Quindi molto probabilmente, ci metteremo qualche settimana, se non mese, prima di vedere qualche risultato interessante. 

Come Creare una Nuova Variante dell’Annuncio

Questi sono i passi consigliati da Apple:

  1. Nella dashboard Gruppi di annunci, fai clic su un gruppo di annunci per accedere alla dashboard Annunci.
  2. Fai clic sul pulsante Crea annuncio nella dashboard Annunci.
  3. Assegna un nome al tuo nuovo annuncio personalizzato.
  4. Seleziona la pagina prodotto personalizzata che desideri per determinare i contenuti creativi dell’annuncio. Questa pagina prodotto sarà anche la pagina a cui verranno indirizzati gli utenti quando toccheranno il tuo annuncio.
  5. Visualizza l’anteprima del tuo annuncio personalizzato. Tieni presente che se stai testando diverse icone dell’app in App Store Connect, l’icona presente nell’anteprima potrebbe variare.
  6. Fai clic su Salva.

Se si è già pubblicato una variante dell’annuncio per il gruppo di annunci, ci verrà chiesto se desideriamo attivare il nuovo annuncio e mettere in pausa quello attuale durante la creazione dell’annuncio. Ogni gruppo di annunci può avere un solo annuncio personalizzato attivo.

 

Leggi Anche:

Mobile Marketing ed Esperienze di Acquisto sul Mobile Web: Cosa devono tenere a mente i marketer?

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Esperienza d'acquisto sul mobile web

Le strategie di mobile marketing sono create per definire al meglio come raggiungere e interagire con i potenziali consumatori quando sono in movimento. Un approccio multicanale può – e deve – essere usato, e si possono usare tecniche di mobile marketing per raggiungerli attraverso opzioni diverse come SMS, WhatsApp marketing, un’applicazione mobile e altri metodi ancora. Il marketing mobile è particolarmente importante a causa dell’uso diffuso e della popolarità degli smartphone, sia per applicazioni mobile che per siti mobile.

Statistiche importanti sul Mobile Marketing

Come ormai sappiamo, l’uso del mobile web è ora maggiore di quanto sia mai stato, e gli utenti desktop stanno diventando sempre più rari in confronto. Controllando più accuratamente, si scopre che gli utenti oggigiorno preferiscono usare i loro smartphone per svolgere diverse azioni, piuttosto che sedersi al PC. 

  • Secondo Statista, i dispositivi mobile hanno rappresentato il 56% del traffico organico dei motori di ricerca nel primo trimestre del 2020. Questo rende necessario l’uso del SEO mobile e dell’internet marketing da parte delle piccole imprese con una presenza online.
  • In più, gli utenti oggi sono significativamente più propensi ad aprire le e-mail direttamente sul loro smartphone. Secondo Campaign Monitor, il 68% delle campagne e-mail vengono aperte su un dispositivo mobile, e questo è in aumento rispetto a poco più del 40% nel 2015, che era già in aumento del 30% rispetto alla cifra dell’anno precedente.
  • Gli utenti ricorrono sempre più ai loro telefoni cellulari per consumare anche i media. Nel 2019, l’utente tipico ha trascorso 203 minuti a guardare i media attraverso il cellulare, secondo Broadband Search. Attività di questo tipo sono: navigare sui social network, guardare video e leggere ebook. In confronto, solo 128 minuti (un po’ più della metà) sono stati spesi su desktop.

Quali sono le somiglianze tra ricerca organica, e-mail, social media e video? Sono importanti canali di marketing che permettono alle aziende di interagire con i potenziali clienti e convertirli in consumatori. Il marketing mobile deve quindi essere una componente importante di qualsiasi strategia di marketing digitale per qualsiasi azienda online o di e-commerce.

Quali sono i benefici dell’utilizzo di strategie di mobile marketing?

Mirare ai clienti su dispositivi mobile è essenziale in un ambiente sempre più “mobile-first“, in particolare per le aziende di e-commerce, dove la connessione con l’utente in diversi punti del funnel di conversione diventa fondamentale per il successo. Questa tipologia di strategia è fondamentale sia per le piccole che per le grandi aziende. A questo vantaggio generico, seguono una serie di altri benefici nell’implementazione di strategie di mobile marketing. 

Possibilità di testare in modo semplice

A differenza di altre iniziative di marketing, come il SEO o anche le campagne PPC (come Google AdWords), molte strategie di mobile marketing per siti mobile hanno una barriera d’ingresso bassa. In generale, iniziare ad essere “mobile-first” non richiede particolari conoscenze tecniche o un assetto d’infrastrutture complesso. Naturalmente, tutto dipende dal budget e dagli obiettivi aziendali, ma per un piccolo test, è possibile in pochi passi fare un set up di campagne di diverso tipo, già con gli strumenti a noi familiari. Detto ciò, è bene ribadire che nel momento in cui si voglia migliorare il proprio lavoro, raggiungendo in modo efficiente i propri utenti con strategie a 360° è bene rivolgersi ad agenzie di mobile marketing specializzate. 

Come tutte le attività di marketing digitale, nel caso vogliamo provare a testare in modo semplice e veloce delle campagne di mobile web, l’accesso ai dati è disponibile tramite metriche ben conosciute, come il click-through rate (CTR) o conversioni. Nel caso, invece, il nostro interesse sia più verso delle campagne di installazioni app, il set up tecnico richiede un lavoro più complesso, partendo da strumenti specifici per il mobile marketing.

Efficienza economica

Il termine “mobile marketing” si riferisce a una vasta gamma di attività, non solo quelle che avvengono sulle applicazioni mobile. In questo settore, abbiamo a nostra disposizione un’ampia gamma di tattiche e tecniche tra cui scegliere, dandoci la possibilità di scegliere tra campagne e canali che si adattano al nostro budget. 

Ad esempio, campagne sui social media risultano essere, senza dubbi, meno costosi di spot televisivi e radiofonici, e molto spesso molto più efficaci per realtà aziendali che sono più locali. 

Transazioni completate immediatamente

Lo smartphone è un mezzo veloce, e grazie ad esso si può interagire con gli utenti in tempo reale raggiungendoli ovunque. Non importa se sono a casa, al lavoro, in giro o altrove. Di conseguenza, ogni aspetto del marketing mobile assomiglia alla pubblicità sul punto vendita (POS). Il mobile marketing ci dà la possibilità di raggiungere i nostri possibili clienti in modo continuativo e portarli all’acquisto in pochissimi click. 

Le strategie di marketing mobile possono trarre vantaggio da questo se sono ben progettate. Si può raggiungere un utente quando è più probabile che acquisti. Questo potrebbe essere realizzato mettendo attentamente un annuncio sui canali Social, assicurandoci che il nostro sito web mobile appia nei risultati locali. e potrebbe comportare l’assicurazione che il sito mobile appaia nei risultati di ricerca locali. Indipendentemente da come lo si faccia, le transazioni immediate che il mobile marketing permette sono inestimabili.

Localizzazione

La maggior parte di noi porta il cellulare con sé ovunque vada, questo implica che si può usare la localizzazione con il mobile marketing (proximity marketing) per aggiungere più valore ai risultati di attività di mobile marketing. Questo implica adattare le informazioni o le offerte alle circostanze fisiche in cui si trovano i potenziali clienti.

 

È bene ribadire che gli utenti in media usano i loro telefoni per tre ore e quindici minuti ogni giorno. Per questo motivo, è una buona idea raggiungere la propria audience di riferimento attraverso vari canali online, compreso quello mobile. Connettersi con loro attraverso lo smartphone offre un’incredibile opportunità per coinvolgere i clienti in modo più completo.

5 Consigli per dominare il Mobile Marketing nel 2022

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Articolo originariamente pubblicato su Engage, a cura di REPLUG – Mobile Growth Agency.

Con la rubrica “What The App”, negli ultimi 12 mesi, abbiamo condiviso best practices e approfondimenti sul mondo del mobile marketing, con l’intento di riposizionare il ruolo dell’app mobile al centro della strategia digitale delle aziende italiane.

Sebbene sia difficile dire con certezza quale sia stato l’impatto del nostro piccolo angolo di comunicazione, il nostro intento, e di conseguenza la nostra speranza, era quella di vedere l’ecosistema digitale Italiano allinearsi a quello internazionale, lasciandosi indietro vecchie metodologie di operazione.

I trend della spesa sul mobile sono in continua crescita, a prescindere dal verticale in cui si opera. Il 2021 è stato un anno complicato, soprattutto a causa di iOS 14, con molta confusione e tante difficoltà nello scalare le attività marketing in modo efficiente, con tante aziende che hanno visto costi di acquisizione addirittura triplicarsi (nella migliore delle ipotesi).

Il mobile app marketing va compreso, studiato e integrato giornalmente nella propria strategia digitale per avere dei risultati validi. In questo ultimo articolo, vogliamo raggruppare 5 consigli per preparare al meglio una strategia di mobile marketing nel 2022.

1. iOS deve rimanere il Focus

Sebbene le novità introdotte da Apple a metà del 2021 hanno creato non poche difficoltà per tutti i marketing manager, è bene non perdere le speranze. Negli ultimi mesi, abbiamo sentito (con orrore) i più disparati suggerimenti da “esperti” di mobile marketing. Il peggiore in assoluto è quello di fermare gli investimenti su iOS e concentrarsi su Android.

Senza dubbio una ridistribuzione del budget tra i due sistemi operativi è necessaria, per testare e raccogliere dati più velocemente, ma Android non andrà mai a sostituire iOSin termini di qualità e valore.

Le difficoltà che lo SKAdNetwork e l’ATT hanno portato nel nostro mondo digitale, vanno affrontate nel modo giusto, partendo da:

  • l’implementazione di un tool di tracking e attribuzione;
  • un setup corretto del tool;
  • un’analisi dati che si adegui al tempo in cui siamo (il 2020 è un ricordo lontano).

2. L’App Store Optimization deve supportare le Attività di Paid UA

Ancora oggi, troppo spesso, in Italia le attività di ASO (App Store Optimization) sono paragonate a quelle di SEO. Esperti di Search Engine Optimization si travestono da esperti mobile, pensando di poter tradurre le proprie competenze sul mondo del mobile. Sfortunatamente, il web è molto diverso dal mobile e ciò che funziona da una parte non sempre va bene dall’altra.

L’ottimizzazione delle nostre pagine Store parte dal lato creativo fino ad arrivare al miglioramento della posizione delle keywords, usando strumenti specifici che non sono necessariamente gli stessi utilizzati per il web.

L’ASO è la chiave di volta per migliorare moltissimi fattori, tra cui il tasso di conversione, sia organico che a pagamento, ma anche la visibilità in generale della nostra applicazione mobile. In più, con le novità appena rilasciate da Apple, le possibilità di ottimizzazione crescono in modo esponenziale.

3. Apple Search Ads gioca un Ruolo fondamentale nel Mobile Marketing nel 2022

A seguito dei recenti cambiamenti, Apple Search Ads, il canale di acquisizione utenti proprietario di Apple, giocherà un ruolo sempre più centrale nelle attività di crescita per le app mobile.

Durante il 2021 abbiamo però visto con sorpresa tantissimi account non organizzati in modo corretto, che riprendevano le best practices usate per Google Search, oppure account di base, che non permettevano di sfruttare tutte le possibilità offerte dal canale e soprattutto di ottimizzare in modo appropriato.

Nel 2022, Apple Search Ads diventerà l’asso nella manica per tutte quelle aziende che vorranno raggiungere gli utenti nel momento decisionale più importante, sfruttando al meglio la visibilità e il vantaggio di lavorare direttamente sul canale proprietario dell’azienda di Cupertino.

4. CRM, Retention e la Comunicazione automatizzata

Un altro punto fondamentale per una strategia vincente per il prossimo 2022 è l’implementazione corretta di una comunicazione automatizzata con tool di CRM e retention.

Troppo spesso le aziende che non hanno familiarità con il mobile marketing, pensano di poter gestire la comunicazione post-installazione con sporadiche notifiche push ed email generiche. La verità è che gli utenti oggi vogliono sentirsi “coccolati” e la comunicazione deve sembrare personalizzata, per aumentare il tasso di conversione e l’engagement.

L’utilizzo di tool specializzati anche sul canale mobile può portare a un aumento critico delle attività in-app e creare una fidelizzazione tale da assicurare una crescita continua. Tutto ciò a prescindere dai limiti di attribuzione esistenti a causa della Privacy.

Per questo, noi di Replug, abbiamo sviluppato un framework di lavoro che aiuta tutte le aziende con un’applicazione mobile:

CRM Framework REPLUG - mobile marketing 2022

5. Diffida dai Venditori di Fumo

Il canale mobile rappresenta una continua sfida tra dinamiche tecnologiche a volte complicate da comprendere, e macro cambiamenti che ci fanno impazzire portando i costi di acquisizione a livelli astronomici. Sono ormai anni che sentiamo parlare della frode nel digitale e, sebbene dovrebbe essere chiaro a tutti quali attività evitare, troppo spesso a causa di target aziendali da raggiungere ci sentiamo giustificati nell’utilizzare canali poco raccomandabili.

Non ci stancheremo mai di dirlo, ma comprare traffico mobile a costo fisso (che sia CPI o CPA) è sinonimo di frode. Una frode che genera utenti e conversioni finte, utili solo ad abbellire i report da mostrare al nostro capo, piuttosto che raggiungere utenti di qualità.

Il programmatic a costo fisso è un’illusione del 2012, che oggigiorno non è più giustificabile.

Per lavorare nel modo migliore con un’agenzia esterna è bene definire dei KPI realistici e vedere cosa è possibile raggiungere su canali di acquisizione che offrono trasparenza e controllo.

2022: L’Anno della Svolta per il Mobile Marketing

Per concludere questa nostra rubrica vogliamo rivolgerci a tutti coloro che lavorano nel settore digitale e invitarli a cambiare il modo di pensare e di operare, guardando al canale mobile con gli occhi giusti e dandone il giusto peso, affidandosi a esperti (esterni o interni). Non è un segreto, ma solo una constatazione: se ci riescono nelle altre nazioni, anche noi in Italia ce la possiamo fare a dominare il Mobile Marketing nel 2022.


Desideri implementare una strategia mobile per la tua azienda? Contatta il team di REPLUG o scrivi direttamente a Luca Mastrorocco, Co-founder & Head of Growth di REPLUG.

Programmatic Advertising: la guida completa aggiornata al 2021

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Programmatic Advertising

Prima del Programmatic Advertising, la compravendita di spazi pubblicitari nel digitale era il risultato di lunghissime transazioni e negoziazioni tra gli uffici commerciali di agenzie e aziende. Oggi, grazie alla tecnologia del Programmatic Advertising, questa compravendita è molto più efficiente, visto che la componente “umana” della transazione è stata messa da parte.

Lo scopo di questo articolo è quello di spiegare il concetto di Programmatic Advertising (partendo dalle basi), descrivendo i relativi strumenti formati utilizzati. Successivamente verrà spiegato come acquistare inserzioni attraverso il Programmatic Advertising e verrà illustrato come funziona l’intero processo. Infine, verranno analizzati i potenziali vantaggi e le difficoltà di tale tecnologia, con un focus al futuro di questo meccanismo.

#1 – Programmatic Advertising: che cos’è?

Il Programmatic Advertising, o Pubblicità Programmatica, si riferisce all’acquisto di spazi pubblicitari tramite l’utilizzo di tecnologie automatizzate (basate su specifici algoritmi).

Utilizzando specifiche strategie di targeting dell’audience, quali le keyword, la geolocalizzazione e i cookies dei siti web, gli inserzionisti pagheranno solamente per gli annunci che verranno mostrati al pubblico di riferimento, agganciando gli utenti in target durante la loro customer journey.

Quindi, in parole povere, a cosa serve il Programmatic Advertising?
L’obiettivo principale è quello di servire la giusta inserzione, al giusto utente (in target), al momento giusto.

Terminologia di base

Prima di addentrarci nell’analisi approfondita di questa tecnologia, facciamo un po’ di chiarezza. È importante capire fin da subito la terminologia alla base del Programmatic Advertising:

  • DSP o Demand Side Platform – la piattaforma che permette ad agenzie e inserzionisti di comprare pubblicità (rappresenta il lato della domanda d’acquisto e consente ad aziende e marketer di fare l’offerta per l’acquisto degli spazi pubblicitari).

  • SSP o Supply Side Platform – non è altro che l’equivalente di una DSP dal lato publishers e permette alle pubblicità di essere piazzate sui vari publishers connessi tramite SDK.

  • DMP o Data Management Platform – la piattaforma che normalizza, analizza e gestisce i dati degli utenti, proprietari o di terze parti, che occorrono agli investitori per ottimizzare gli investimenti (in breve, è uno strumento utilizzato per consolidare i dati che un’azienda possiede e acquisisce tramite i diversi canali pubblicitari).

  • Ad Exchange – un marketplace digitale dove inserzionisti e publishers comprano e vendono spazi pubblicitari, molto spesso in tempo reale; questa piattaforma digitale agisce da “connettore” per le piattaforme sopra nominate (DSP e SSP), permettendo la compravendita degli spazi pubblicitari.

Inoltre, le tipologie di transazioni si suddividono in: 

TRANSAZIONI CON ASTA

  • Open Marketplace o Open Auction – rappresenta l’asta in cui diversi acquirenti e venditori competono per la compravendita di spazi pubblicitari (qualsiasi investitore può accedere all’asta per l’assegnazione di uno spazio pubblicitario).

  • PMP o Private Marketplace – uno speciale marketplace dove i publishers vendono la loro inventory a determinati acquirenti selezionati o preferiti (di solito questa modalità è utilizzata quando un publisher specifico performa particolarmente bene in una campagna e di conseguenza si cerca un accordo “preferito” o privato).

TRANSAZIONI SENZA ASTA

  • Programmatic Guaranteed/Direct – solitamente alcune aziende o marchi premium prediligono questa tipologia di compravendita (non sono alla portata di tutti ma solo dei pochi che si possono permettere budget pubblicitari di una certa portata).

  • Preferred Deals – un determinato investitore può accedere ad un prezzo concordato per un determinato spazio pubblicitario.

#2 – Programmatic Advertising: formati degli annunci

Programmatic Advertising

Esiste un’ampia gamma di formati per il Programmatic Advertising e tra le principali troviamo:

  • Display Ads – la forma più tradizionale di pubblicità programmatica, che include banner, search e inserzioni classificate. In base ai dati dell’utente, i Display Ads possono essere ottimizzati dinamicamente con contenuti aggiornati o addirittura personalizzati.

  • Video Ads – tra le varie opzioni ci sono le inserzioni in-stream, che vengono riprodotte prima, durante o al termine dei contenuti video all’interno dell’app (al contrario delle inserzioni Outstream, che si riproducono automaticamente ogni volta che un utente naviga un contenuto testuale, come un articolo, anche se l’autore non ha dei propri contenuti video da offrire).

  • Native and Social Ads – inserite direttamente nel feed, sono le inserzioni che si fondono perfettamente nel contenuto o nel contesto e, molto spesso, non sono distinguibili da un post.

#3 – Come acquistare inserzioni con il Programmatic Advertising

Primo punto da chiarire: la pubblicità in programmatico si contrappone al metodo tradizionale di compravendita con gara d’appalto (RFP o request of proposal), ovvero una negoziazione tra persone e inserzioni manuali.

Perché la pubblicità in programmatico sta prendendo sempre più piede? In passato, la gestione delle trattative ha creato un sacco di sprechi ed errori nella catena del valore pubblicitario. Quindi si è resa necessaria una tecnologia di tale portata.

Ma come si acquistano le inserzioni in modo concreto? La pubblicità programmatica lavora su un modello di Cost Per Impression, più comunemente indicato come CPM (Cost Per Mille), che è il prezzo per 1000 impressioni pubblicitarie.

Programmatic Advertising

  • Un utente clicca su un sito web o su un’app mobile
  • Viene inviata una richiesta ad un Ad Exchange con informazioni sul sito web/app, insieme ai dati dei visitatori
  • Il proprietario del sito web/app mette l’Ad impression all’asta sulla piattaforma SSP
  • Le informazioni sui visitatori vengono confrontate con gli inserzionisti disponibili
  • Gli inserzionisti sulla piattaforma DSP fanno offerte per l’Ad impression
  • Il miglior offerente vince l’Ad impression
  • L’annuncio è servito sul sito web/app per l’utente
  • Idealmente, l’utente fa clic sull’annuncio e converte. Se non succede, esistono tattiche di retargeting per spingerli verso la conversione in un secondo momento.

Open Marketplace (OMP) – Transazioni con asta

Prendiamo come esempio, le transazioni con asta nell’Open Market Place.
Durante questo processo, l’inventario degli annunci è scambiato nell’Open Market Place su piattaforme digitali che operano con metodologie simili al mercato azionario: più acquirenti competono per le Ad impression in un’asta in tempo reale, senza che nessun acquirente abbia la priorità. Il vincitore è deciso in base a chi offre di più.

Questo processo è soprannominato RTB o Real-Time Bidding e si svolge dietro le quinte in una frazione di secondo, grazie a dei sofisticati algoritmi. Sebbene il meccanismo avvenga in pochi secondi, il vincitore viene sancito in modo “semplice”. Come? Ipotizziamo in maniera semplicistica che ci siano tre offerte per un determinato annuncio. 

Come funziona?Come funziona?Anche se la maggior parte degli acquisti in programmatico passa attraverso RTB, ci sono altri tipi di contrattazione.

Private Marketplace (PMP) – Transazioni con asta

I Private Marketplace offrono la possibilità di aggirare gli scambi pubblicitari aperti, con condizioni di accordo pre-negoziate. Collegandosi direttamente all’inventario degli annunci di un editore, gli acquirenti possono fare offerte di collocamento in base a variabili di targeting come:

  • dati del pubblico
  • tipo di contenuto
  • numero degli attributi delle impression, specificando quando e dove l’annuncio è visto

Programmatic guaranteed/direct – Transazioni senza asta

Queste tipologie di transazioni sono vicine al tradizionale processo di acquisto dei media. Si creano delle relazioni dirette tra inserzionisti ed editori: rappresenta una metodologia per acquistare un determinato numero (garantito) di impression su specifici siti web o applicazioni mobile, e tendono ad essere strutturate con un accordo a prezzo fisso piuttosto che un’asta. Questa tipologia di pubblicità programmatica è più comune per i formati di visualizzazione “premium”, come le acquisizioni a pagina intera.

#4 Vantaggi e difficoltà del Programmatic Advertising

La spesa pubblicitaria globale per il Programmatic Advertising ha raggiunto i 129 miliardi di dollari nel 2020. Inoltre, le stime prevedono che la spesa potrebbe superare i 150 miliardi di dollari entro il 2021. Numeri da capogiro.

Questa crescita sostenuta rispecchia i tre principali vantaggi immediati che la pubblicità in programmatico offre:

  • i brand comunicano con diverse tipologie di utenti e devono interagire in svariati modi, utilizzando varie tipologie di annunci; il Programmatic Advertising permette di creare una segmentazione sofisticata e di nicchia del proprio pubblico, utilizzando dati demografici come età, genere, città, comportamenti di acquisto tramite social media, ecc.;

  • in secondo luogo, consente ai brand di personalizzare e inviare messaggi differenziati, pertinenti e adatti alle diverse tipologie di segmenti in target (contemporaneamente);

  • infine, i brand pagano solamente per gli annunci consegnati agli utenti in target al momento giusto; tutto ciò si traduce in una spesa pubblicitaria più efficiente, con conseguente capacità di misurare l’efficacia di un annuncio in tempo reale.

Il programmatic advertising offre un livello di performance e libertà che prima non erano possibili. Uno dei vantaggi principali del programmatic marketing, inoltre, sono i dati degli utenti a disposizione. I marketing manager esperti possono utilizzare questi dati per diminuire il CPM o migliorare il CTR a seconda delle performance. In più, nel mobile è possibile decidere che tipologia di OS (sistema operativo) voler raggiungere, quale formato pubblicitario, da banner a interstitial, da video a playable ads. Il programmatic advertising, specialmente nel mobile, permette alle aziende e ai marketer di capire gli utenti tramite schemi comportamentali, facilitati da: 

  • dati geo-localizzati
  • dati sulle abitudini comportamentali degli utenti (che negozi visitano? dove viaggiano?)
  • tracciamento di quali applicazioni mobile sono usate
  • tracciamento di quali social media sono più usati
  • utilizzo di identificatori mobile che permettono campagne di retargeting e re-engagement

La flessibilità che offre il programmatic advertising per quanto riguarda i formati creativi è proporzionata alla creatività dell’azienda nel formulare il messaggio pubblicitario. La scelta è ampia e permette ai marketers di utilizzare vari formati per raggiungere gli utenti nel migliore dei modi.

Sebbene il programmatic advertising stia crescendo rapidamente, il numero di marketer che lo utilizza è ancora limitato. Nonstante offra un’ampia scelta di targeting, è molto complicato arrivare ai costi di acquisizione (CPA) target fin dall’inizio. La pressione fatta sui marketer, o sulle agenzie, per avere risultati immediati crea difficoltà in termini di adozione di questo canale, almeno nel mobile marketing. Per il momento, il programmatic advertising è usato principalmente per fare campagne branding, piuttosto che campagne a performance. Il problema è nelle tempistiche con cui ci si aspettiamo i risultati. Molti marketer inesperti tendono a paragonare il programmatic advertising con l’affiliate marketing. Purtroppo il paragone non sussiste poiché la modalità di acquisto non solo è diversa (come visto precedentemente) ma si tratta anche di spazi pubblicitari di qualità ben diversa. L’affiliate marketing garantisce un prezzo sicuro e perlopiù basso, che permette ai marketers di mantenere il CPA sotto controllo e raggiungere i target di LTV impostati dal management.

Mobile Marketing: 6 errori comuni e come evitarli

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6 errori

Con il continuo aumento degli utenti mobile in tutto il mondo, le strategie di mobile marketing hanno acquisito un ruolo centrale per molte organizzazioni digitali, come mezzo per raggiungere in modo più efficiente i loro clienti.

Tuttavia, nel mondo del Mobile Marketing, ci sono diversi aspetti da prendere in considerazione per assicurarsi di implementare la giusta strategia di crescita che porti a un successo nel lungo termine. Le strategie di marketing per le app, però, sono come un campo minato per le persone non esperte. Proprio per questa ragione abbiamo collezionato per voi i 6 errori più comuni a cui fare attenzione e cosa fare per evitarli.

1. Credere che mobile e desktop funzionino allo stesso modo

Quando le aziende compiono la scelta di espandere il loro business sui canali mobile, spesso si dimenticano delle differenze che ci sono tra mobile e desktop, implementando quindi la stessa strategia per entrambi i media. 

Dall’inizio, bisogna verificare se il sito sia mobile-friendly. Un sito mobile non ottimizzato solitamente porta a un’esperienza negativa dell’utente, allontanando così potenziali clienti. 

CONSIGLIO: controllate che il sito sia mobile-friendly tramite il tool di Google che testa i siti a questo link.

Avere un sito mobile-friendly è certamente un buon inizio, ma non è abbastanza, in quanto non offre un’esperienza “nativa” agli utenti. Per questa ragione, noi suggeriamo di prendere in considerazione l’idea di sviluppare un’applicazione. Recenti statistiche mostrano che l’88% del tempo passato sui telefoni è speso su app e che un utente utilizza in media 10 app ogni giorno e 30 app ogni mese. 

2. Aspettarsi che le persone scarichino un’app solo per il brand 

Nonostante il brand di un’azienda giochi un ruolo importante per i download di un’app, non è sicuramente l’unica ragione per cui le persone scaricherebbero un’app. Con più di 3.5 milioni di applicazioni mobile a livello globale, presenti sia nell’App Store che nel Google Play Store, gli utenti non troveranno mai una specifica app se non si implementa una strategia di mobile marketing ben strutturata. 

CONSIGLIO: create una strategia di marketing con lo scopo di accrescere la visibilità dell’app.

3. Non implementare immagini

Gli utenti sono persuasi dalle parole, ma allo stesso tempo attratti dalle immagini. Per questo motivo, è fondamentale aggiungere contenuti visivi al design di un’app e alla strategia di comunicazione, per attrarre più utenti possibili. In particolare consigliamo di aggiungere delle immagini in ciascun canale di Mobile Marketing utilizzato, per comunicare sia con i clienti potenziali che esistenti: social media (Facebook, Twitter, TikTok, Snapchat, ecc.), Google, Native Advertising, siti mobile, ecc. (Leggi il nostro sulla strategia omnichannel)

Un altro elemento che può essere usato nei contenuti (come messaggi e notifiche) sono le emoji: semplici, ma efficienti. 😉

Le persone che seguono indicazioni tramite testo e illustrazioni fanno il 323% meglio rispetto alle persone che seguono indicazioni senza illustrazioni, secondo il content marketer Ryan Robinson. Questo significa che l’utente è più propenso a fare ciò che gli viene detto se vengono aggiunti dei contenuti visivi nella strategia di marketing; inoltre c’è una probabilità più alta che capiscano meglio come vivere un’esperienza positiva all’interno di un’applicazione.

Source: NeoMam

4. Non prendere in considerazione la localizzazione 

Quando un’azienda entra in nuovo mercato con un’app, non prende in considerazione la strategia di diversificare l’app sulla base delle diverse lingue e culture. Molto spesso gli sviluppatori creano la loro app in una sola lingua, solitamente l’inglese. Tuttavia, questa strategia presenta due grandi problemi

Primo problema: non tutti sono fluenti in inglese. Non capire la lingua all’interno dell’applicazione porta a una scarsa interazione degli utenti con l’app, o peggio, alla disinstallazione. In effetti, le statistiche mostrano che quasi la metà dei download e dei ricavi più alti fatti nell’App Store di iOS provengono da paesi non anglofoni, il che significa che l’app con le entrate più alte aveva utenti che sono per l’80% non anglofoni.

Ma il grande problema è di non considerare le differenze culturali degli utenti. Gli utenti devono sentirsi a proprio agio nell’usare l’app, più trovano aspetti della loro vita quotidiana e della loro cultura, più sono motivati e invogliati a usarla.

CONSIGLIO. REPLUG suggerisce di aggiungere tre caratteristiche principali alla vostra strategia:

  • localizzare l’app in tutte le lingue dei diversi paesi in cui l’app si trova;
  • usare espressioni native;
  • aggiungere immagini basate sulla cultura di un determinato paese. 

5. Analizzare in modo incorretto il successo di un’app

Molte aziende misurano in modo sbagliato le performance delle loro app. Per analizzare in modo accurato i risultati, bisogna tenere a mente i vari KPIs.

I KPIs (Key Performance Indicators) sono i dati da misurare per capire meglio le performance delle campagne di app marketing.

Vi sono diversi KPIs che devono essere considerati per le attività di app marketing, come le installazioni, le registrazioni, gli acquisti e altro. È però importante focalizzarsi sui giusti KPIs, per fare ciò ogni organizzazione ha bisogno di definire e tracciare le metriche che importano maggiormente ai propri obiettivi di crescita.

CONSIGLIO: stabilite chiari obiettivi prima di lanciare una campagna di Mobile Marketing.

6. Usare eccessivamente i canali di Mobile CRM

È comune pensare che mandare una grande quantità di notifiche, farà aumentare le interazioni degli utenti mobile.

Anche se creare opportunità di comunicazione con gli utenti è fondamentale per aumentare la retention, inviare troppe notifiche farà allontanare gli utenti. Quando gli utenti si sentono disturbati o infastiditi da una strategia di mobile marketing pressante, saranno più propensi a disinstallare l’app. 

Vi sono tre cose da tenere a mente nella propria strategia di marketing:

  • Tempo. Il comportamento dei consumatori deve essere considerato. Raggiungerli durante il loro tempo libero, come la pausa pranzo, è una buona strategia, perché tendono a usare il loro telefono e possono dunque prestare attenzione alle notifiche/messaggi ricevuti. 
  • Parole. Bisogna scegliere le parole giuste in modo da creare notifiche che attraggono gli utenti, le call-to-action per esempio sono importanti, per invitarli a compiere azioni precise, come leggere un articolo o comprare un prodotto. 
  • Segmentazione. La “taglia unica” non si applica al Mobile CRM. Si dovrebbe sempre personalizzare i messaggi in base alle attività e alle proprietà degli utenti.

CONSIGLIO: quantità non significa qualità. 

Conclusione

Implementare una strategia di Mobile Marketing non è semplice. Richiede tempo, sforzi e conoscenza, specialmente all’inizio. Tuttavia, apporterà sicuramente un grande e unico vantaggio al vostro business (scopri i 6 vantaggi che un’app mobile può apportare a un Business).

Se non siete esperti, vi suggeriamo di lavorare con qualcuno che vi guidi nel costruire l’immagine della vostra app e vi aiuti a creare la giusta strategia di Mobile Marketing. Con 10 anni di esperienza nel Mobile Marketing, possiamo aiutarvi ad evitare questi errori, facendo crescere il vostro business. Contattateci! 🙂

iOS 14 e consenso alla privacy [Infografica]

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iOS 14 - Prompt Privacy

La pubblicità digitale, in particolare quella sul canale mobile, è arrivata a un bivio importante nella sua storia. iOS 14 e il consenso alla privacy rappresentano un attacco diretto al “data-driven marketing” da parte di Apple. Infatti, con la richiesta esplicita al tracciamento dei dati da parte degli inserzionisti e terze parti tecnologiche, ci si aspetta che la maggior parte degli utenti non dia il consenso e preferisca rimanere anonima.

Ma cosa vuol dire questo cambiamento alla privacy sui dispositivi iOS? Senza IDFA e con iOS 14, i marketer avranno accesso a pochissimi dati per ottimizzare le proprie attività marketing.

L’unica arma a nostra disposizione? Riuscire a ottenere più consensi possibile per continuare le nostre attività digitali al meglio.

iOS 14.5 - PRE-ATT PROMPT

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Questa infografica aiuterà a capire:

  • Cosa è permesso mostrare nel prompt pre-ATT
  • Cosa non è permesso scrivere nel prompt pre-ATT
  • Come ideare la richiesta per il consenso al tracciamento
  • Cosa comunicare al team prodotto e tech
  • Perché è importante ragionare sul processo di richiesta

Per chi è questa infografica?

  • Imprenditori
  • CMO, CTO, CPO
  • Head of Marketing
  • Marketing Manager
  • Product Manager
  • Sviluppatori App

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    [REPORT] Lo stato del mobile 2020 – App Annie

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    App Annie Report

    App Annie – principale piattaforma di analisi e dati mobile – ha pubblicato il suo report annuale, fornendo una panoramica dell’impatto espansivo dei prodotti mobile in tutto il mondo.

    Overview generale

    Nel complesso il settore mobile è cresciuto molto più velocemente del previsto: gli utenti stanno trasferendo sempre più i loro bisogni sul mondo mobile, e questo ha contribuito a far salire la richiesta per nuove app, o giochi, del 7% in più nel 2020. Ad aumentare, è stato anche il numero di app scaricate, per un totale di 218 miliardi di nuovi download.

    Altro dato interessante, è vedere come i finanziamenti dedicati al mobile siano cambiati nel corso degli anni. Dal 2016 al 2020, infatti, questi sono più che raddoppiati rispetto ai cinque anni precedenti, registrando un 27% in più di crescita con $73 miliardi investiti in aziende mobile.

    Come ha influito il COVID-19 sul settore mobile 

    Il COVID-19 ha sicuramente avuto un grande impatto su molti degli aspetti considerati dal report: i periodi di lockdown hanno portato gli utenti a spendere in media più di 4 ore e 10 minuti al giorno su dispositivi mobile. Ciò equivale ad un aumento del 20% rispetto al 2019, superando inoltre anche il tempo medio trascorso a guardare la televisione.

    Altro dato importante riguarda l’utilizzo delle applicazioni aziendali, cresciuto del 275% nel 4° trimestre del 2020. Costrette a reinventarsi, molte aziende hanno sfruttato le applicazioni mobile per offrire opzioni di collaborazione flessibili e a distanza. Un chiaro ed enorme aumento dell’utilizzo di business app è stato registrato nel secondo trimestre del 2020, nonché prima ondata del COVID-19, continuando poi a rimanere elevato fino alla fine dell’anno. 

    M-Commerce

    Anche l’ambito dell’ M-Commerce ha registrato nel 2020 una grande crescita – accelerata dalla pandemia – portando avanti quello che ci si aspettava fosse un cambiamento più graduale nelle abitudini di consumo; sempre più persone si stanno abituando ad acquistare online e difficilmente riusciranno a tornare alle loro abitudini pre-COVID, anche quando sarà di nuovo possibile.

    Mobile Ad Placements

    A subire una crescita, a livello globale, è stato anche l’utilizzo di annunci pubblicitari su mobile. Nel 2020, infatti, il mobile ha rafforzato il settore pubblicitario, arrivando a investire $240 miliardi nel 2020, raggiungendo, nel 2021, circa $290 miliardi.

    In generale, l’utilizzo di annunci interstitial ha visto il più grande aumento (probabilmente dovuto ai tagli al budget di marketing indotti dal COVID-19), andando a sostituire gli annunci in formato video. Questi ultimi, pur avendo registrato una crescita, sono passati in secondo piano in tutti i mercati analizzati, ad eccezione di Australia e Canada – dove il formato video per gli ads rimane il più usato.

    Social Media più usati: TikTok vs Facebook

    Per quanto riguarda le applicazioni per i social media, i dati di App Annie sottolineano ancora una volta la crescita vertiginosa di TikTok.

    Stando ai dati, il tempo che in media – al mese – trascorrono gli utenti su TikTok, è cresciuto più velocemente rispetto ad altre app analizzate – come ad esempio Facebook -, arrivando al 70% e 80% in più negli Stati Uniti e Regno Unito. 

    Che il successo di quest’ultima sia innegabile, lo dimostra anche il numero crescente di brand che decidono di investire in campagne di pubblicità su TikTok. Nonostante questo, Facebook rimane ancora nella top 5 in termini di app più utilizzate, considerando l’insieme delle app acquisite dall’azienda (Messenger, Instagram e Whatsapp).

    In conclusione, si può dire con certezza che, quelle del settore mobile, sono delle prospettive più che buone; a prescindere dal COVID-19 – che ne ha solo accelerato il processo – il mondo mobile rimane comunque uno dei mercati che negli ultimi anni ha subito, e continua a subire, una grande crescita. Detto ciò, le applicazioni mobile rappresentano ormai un fattore essenziale ed utile ad ogni tipo di business, e svilupparne una può davvero portare a grandi vantaggi per la propria attività (Leggi anche: I 6 Vantaggi che un’App Mobile può portare al tuo Business).

      
    PER UN’ANALISI PIU DETTAGLIATA, TROVI IL REPORT COMPLETO DI APP ANNIE A QUESTO LINK


     

    Facebook Ads e iOS 14: Cosa sapere sull’ultimo aggiornamento del colosso Social

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    Facebook iOS 14
    Photo by NeONBRAND on Unsplash

    Lo scontro tra i titani del mobile continua e non se ne vede una fine all’orizzonte. Non a caso, già ad Agosto avevo annunciato di come il “terremoto iOS 14” avrebbe giocato un ruolo fondamentale nella definizione delle strategie di marketing mobile per milioni di inserzionisti in tutto il mondo.

    Nei mesi scorsi, Apple ha continuato imperterrita per la sua strada, giustificando (se così si può dire) la propria scelta in difesa della privacy dei propri utenti. Apple PrivacyA inizio Ottobre, dopo un paio di mesi d’incertezze dal primo annuncio, il colosso di Cupertino aveva finalmente rilasciato la documentazione di come il nuovo framework, l’App Tracking Transparency (ATT), avrebbe approcciato il tracciamento delle attività marketing. Il documento, però, invece di dare sicurezza ai professionisti nel marketing digitale, aveva creato ancor più confusione.

    In questa infografica, raccoglievo i cambiamenti principali, ma soprattutto le limitazioni più importanti del nuovo sistema di tracciamento sviluppato da Apple.

    Facebook iOS 14Facebook, dopo l’annuncio di abbandonare gli IDFA per il tracciamento dei dispositivi iOS, è rimasto in silenzio per un po’ di tempo. Durato fino al più recente attacco pubblico, in difesa di un Internet libero e a supporto dei piccoli e medi imprenditori.

    Facebook contro Apple

    Il colosso Social, questa volta, non ha usato mezzi termini con la propria campagna PR, sia digitale che offline, andando diretti al punto. Il nuovo cambiamento di Apple recherà dei danni incredibili (ma quantificabili a loro dire) a tutte quelle piccole/medie aziende che utilizzano Facebook per raggiungere la propria audience, grazie anche alle capacità di personalizzazione degli ads. La piattaforma social parla addirittura di una perdita fino al 60% per ogni dollaro speso. 

    La saga però non finisce qui. Infatti, lo stesso giorno, Facebook pubblica sul proprio blog un aggiornamento su come prepararsi al meglio a questo imminente cambiamento e, soprattutto, con l’intento di limitarne i danni per i propri inserzionisti.

    1. Facebook mostrerà il messaggio dell’ATT ai propri utenti

    Questo è un cambiamento alquanto drastico dalla presa di posizione di  Agosto, quando, per l’appunto, Facebook annunciava al mondo pubblicitario che non avrebbe utilizzato l’ATT per i propri utenti iOS, quindi rifiutando il tracciamento tramite IDFA. 

    È difficile capire quali siano state le ragioni che abbiano portato a questo cambiamento di direzione. Nonostante ciò, si può dedurre che questa decisione sia dovuta dal fatto che, anche non mostrando il messaggio dell’ATT, Facebook dovrà comunque attenersi alle linee guida di Apple sulla privacy. Il che vale a dire limitare eventuali e alternativi metodi di tracciamento degli utenti.

    2. Le campagne app-to-web avranno le stesse limitazioni di privacy di quelle app-to-app

    A causa del cambiamento sopra citato da parte di Facebook, la piattaforma Social inizierà a processare i pixel degli eventi di conversione per le campagne app-to-web, cioè dall’app mobile di FB a un sito web sponsorizzato, nello stesso modo in cui tratterà le campagne app-to-app. 

    Questo è un punto molto importante da non sottovalutare, poiché Facebook sembra voler rendere uniforme il tracciamento utenti anche sul web, rispettando le regole imposte da Apple. In realtà, è anche un’ammissione del fatto che le campagne app-to-web non sono una soluzione fattibile ai problemi di tracciamento, come inizialmente si pensava. 

    Nelle linee guida, Facebook spiega che: 

    • Introdurrà la cosiddetta Misurazione unificata degli eventi o “Aggregated Events Measurement”. Al momento non è chiaro cosa questo significhi nello specifico. Alcuni pensano sia una versione analoga allo SKAdNetwork per il  web, dove gli eventi sono contati solo a livello campagna. 
    • Le campagne web avranno come limite 8 punti di conversione per dominio (ad es. “Aggiungi al carrello” o “Acquisto”). Questo è molto simile al limite di 64 eventi per le campagne di app marketing, ma molto più restrittivo. Come per lo SKAdNetwork, questi eventi saranno considerati su uno spettro di priorità, e solo l’evento con priorità più alta attivato dalle attività dell’utente sarà attribuito alla campagna. In pratica, se un utente attiva 3 degli 8 eventi di conversioni, solo quello con priorità più alta sarà attribuito alla campagna, mentre gli altri 2 non saranno considerati. È importante ricordarsi che tutti gli ad set ottimizzati per eventi che sono al di fuori di questi 8 eventi principali, saranno messi in pausa automaticamente.

    3. L’ottimizzazione per Valore (VO) sarà ancora disponibile 

    Nel caso in cui un inserzionista abbia già utilizzato in passato l’ottimizzazione per Valore di Facebook, non dovrà di conseguenza preoccuparsi dell’aggiornamento: sarà Facebook ad occuparsene. L’unica cosa da tenere a mente, è che, per le campagne VO per il web, si avranno a disposizione 4 eventi di ottimizzazione, anziché 8.

    4. Misurazione delle campagne e reporting

    Le seguenti finestre di attribuzione a 28-giorni click-through, 28-giorni view-through, e 7-giorni view-through non saranno più supportate. I dati storici però saranno disponibili tramite l’Ads Insights API. Facebook svilupperà nelle prossime settimane, o mesi, nuovi modelli statistici per alcune nuove finestre di attribuzione, al fine di far fronte alla limitata visibilità di dati per gli utenti con iOS 14. 

    Ad oggi, non è ancora chiaro quando questi nuovi modelli saranno disponibili per gli inserzionisti e come funzioneranno. 

    Dal punto di vista dell’inserzionista, Facebook consiglia di iniziare a utilizzare la funzione per confrontare i risultati con le varie finestre di attribuzione, così da capire l’impatto che questi cambiamenti avranno sulle campagne di acquisizione e com’è possibile modificare i report una volta implementati.

    Nel momento in cui questi cambi saranno messi in atto, il setup di default con 7-giorni click-through sarà automaticamente assegnato alle campagne di app install per i dispositivi con iOS 14.

    5. Limitazioni nella creazione di inserzioni pubblicitarie

    Gli inserzionisti potranno utilizzare lo stesso account pubblicitario per raggiungere gli utenti con iOS 14 e promuovere le proprie app. Detto ciò, ci sarà la necessità di creare campagne separate per iOS 14, a causa delle limitazioni di reporting dell’API dello SKAdNetwork. 

    Qui di seguito alcune delle limitazioni specificate da Facebook:

    • Si potrà collegare solo un’app ad un account pubblicitario, ma si potrà utilizzare lo stesso account pubblicitario per promuovere più app. 
    • Ogni app potrà avere associata solo 9 campagne che targettizzano iOS 14. Ognuna di queste campagne avrà come limitazione 5 ad set per tipo di ottimizzazione. Questo significa che non si potrà variare la scelta di ottimizzazione per ad set che fanno parte della stessa campagna.
    • L’unica modalità di compravendita disponibile per iOS 14 sarà ad asta (auction), mentre Frequenza e Reach non saranno più disponibili. 
    • Una volta che la campagna sarà attivata, non si potrà attivare o disattivare la funzione che targettizza iOS 14, infatti si potrà solo cancellare del tutto la campagna, nel caso si voglia modificare la targettizzazione.

    6. Facebook si impegna a lavorare insieme ai sistemi di tracciamento (o MMP) 

    Nell’annuncio pubblicato sul proprio sito, la piattaforma Social ha infine confermato che lavorerà a stretto contatto con i vari MMP presenti sul mercato. La collaborazione avrà il fine di minimizzare i problemi di tracciamento per gli inserzionisti causati dal nuovo framework SKAdNetwork per la parte concernente il valore della conversione. Ad oggi non è ancora chiaro come risolveranno il problema di tracciamento e misurazione su più piattaforme pubblicitarie, ma l’annuncio non sembra far sorgere dubbi sul fatto che siano arrivati a una conclusione a tal riguardo. 

     

    Ancora una volta, come altri aggiornamenti dati in relazione a iOS 14, siamo qui in prima linea a collezionare e analizzare quello che succede nel mercato mobile. Comprendere che impatto avranno questi cambiamenti per gli inserzionisti, che fanno dell’acquisizione a pagamento uno dei canali principali di crescita per la propria applicazione mobile, è per noi fondamentale.

    Le Certificazioni fondamentali che ogni Mobile User Acquisition Manager dovrebbe avere

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    Certificazioni per UA Manager

    In un ambito come quello del Mobile, in cui evoluzione e crescita sono costanti e le informazioni rapidamente diventano obsolete, acquisire conoscenze appare quasi come una sfida. La verità è che non esistono materiali didattici, o corsi, in grado di coprire ogni singolo aspetto della tematica. Tuttavia ci sono programmi, con conseguente rilascio di certificazioni, che, in termini di mobile user acquisition, sono considerati un “must”. 

    Strumento fondamentale per quanti ambiscano ad ampliare le proprie risorse, il conseguimento di una certificazione, rappresenta un ulteriore modo di dimostrare le proprie capacità in relazione alla costruzione e implementazione di forti strategie di User Acquisition.

    Qui di seguito abbiamo stilato una lista di certificazioni UA, corsi e programmi educativi, che aiutano ad avere successo nel campo dell’acquisizione utenti su mobile. 

    CERTIFICAZIONI GOOGLE ADS

    Utili a dimostrare le competenze possedute in relazione a Google Ads, gli attestati rilasciati da Google sono nel complesso sei: Google Ads Search, Google Ads Dispaly, Google Ads Video, Shopping Ads, Google Ads Apps e Google Ads Measurement.

    Certificazione Google Ads Apps

    Tra questi, particolare attenzione va rivolta alla “Google Ads Apps Certification”. Ottenere una certificazione di questo tipo, equivale ad avere riconosciute e validate le proprie conoscenze rispetto alla realizzazione e ottimizzazione delle campagne pubblicitarie su Google Play, e a essere considerati esperti in merito a:

    • Creazione di App Campaign mirate a soddisfare specifici obiettivi di marketing;
    • Ottimizzazione delle App Campaign attraverso strategie avanzate;
    • Aumento dell’engagement degli utenti e potenziamento della discoverability di app o mobile game su Google Play Store.

    (Google Ads Apps Certification: https://skillshop.exceedlms.com/student/path/29785-google-ads-apps-certification)

    CERTIFICAZIONE FACEBOOK BLUEPRINT

    Tramite Facebook, ancora oggi considerato il social media più popolare, è possibile ottenere qualifiche, che attestano competenze di livello avanzato per quanto concerne la creazione di pubblicità su Facebook e altri aspetti fondamentali del marketing digitale. 
    Nello specifico, tale certificazione, si compone di due moduli: il (1) Facebook Certified Planning Professional, rivolto a quanti vogliano specializzarsi nella pianificazione di campagne pubblicitarie su Facebook, e il (2) Facebook Certified Buying Professional, rivolto a chi, tali campagne, preferisce acquistarle.

    Ognuno dei due moduli, o certificazioni, è composto a sua volta da due esami. Il costo delle singole prove è pari a €130, vale a dire, che il prezzo di ogni certificazione, contenendo due esami, è di €260.

    (Facebook Blueprint Certification: https://www.facebook.com/business/learn/certification

    CERTIFICAZIONE FOCUS: SNAPCHAT ADS & SNAP CONNECT

    Il programma di certificazione “Snapchat Focus” è rivolto agli inserzionisti interessati all’utilizzo di tale social media. Si tratta di un corso di formazione composto da più moduli, attraverso i quali vengono condivisi approfondimenti circa le caratteristiche di Snapchat, insieme all’impostazione e creazione di una campagna pubblicitaria efficace.

    In totale i moduli sono 6:

    1. Intro to Snapchat
    2. The Snapchat Generation
    3. Advertising on Snapchat
    4. Getting Started on Ads Manager
    5. Creative Best Practices
    6. Measure and Optimize Campaigns

    Ulteriori informazioni relative alla pubblicità su Snapchat vengono fornite da Snap Connect, un’estensione del portale educativo di Snap Focus, dedicato al Direct Response Advertising. Fanno parte di questa estensione altre tre certificazioni – Mobile Gaming, Apps, E-Commerce – mirate alla creazione di campagne pubblicitarie di maggior impatto.

    (Snap Focus Certification: https://forbusiness.snapchat.com/resources/snapfocus)

    CERTIFICAZIONE APPLE SEARCH ADS

    Apple Search Ads dà la possibilità di prendere parte a un corso di formazione costituito da otto lezioni, improntate al miglioramento delle campagne e, in generale, delle proprie competenze. 

    Tale programma verte intorno ai seguenti aspetti:

    • Comprensione delle opportunità di promozione delle app offerte da Apple Search Ads;
    • Creazione e gestione efficace delle campagne di Apple Search Ads Advanced;
    • Promozione efficace della propria app in base alle informazioni ottenute.

    Al termine del corso, bisognerà sostenere un esame da 50 domande, ottenendo un punteggio finale dell’80%, necessario al conseguimento della certificazione.

    (Apple Search Ads Certification: https://searchads.apple.com/help/advanced/0070-learn-about-certification/)

    ULTERIORE MATERIALE EDUCATIVO PER GLI USER ACQUISITION MANAGER

    1. AppGrowthLabricco di approfondimenti relativi alla crescita delle app, questo, è un programma che aiuta a capire come aumentare il numero di download e come massimizzare il ROI degli annunci a pagamento. Le lezioni previste dal corso (55) sono organizzate da 33 esperti in app marketing, provenienti da aziende come, per citarne alcune, SplitMetrics, Rovio, Google e AppsFLyer.

    2. Growth Gems: si tratta di un progetto educativo ideato da Sylvain Gauchet – importante esperto in App Growth, e Mobile App Marketing Manager di Babbel – che consiste nel fornire ogni mese dalle 10 alle 20 risorse, o “gemme”. Con una tale fonte di informazioni, sarà più facile rimanere aggiornati sulle ultime novità nel settore delle app.

    3. Mobile.Ad.Ventures – MADV: lanciata di recente da Thomas Petit, MADV, è una newsletter gratuita, che raccoglie i contenuti più interessanti in ambito dell’app marketing.

    4. Mobile Marketing Italia: naturalmente non potevamo non menzionare il nostro portale! Ad oggi considerato la fonte di mobile marketing più consultata sul territorio italiano, al progetto MMI danno un costante contributo i migliori marketing manager italiani. Principale obiettivo è quello di condividere contenuti relativi all’ambito del Mobile, al fine di tenere sempre aggiornati i propri lettori, o aiutarli a muovere i primi passi in un settore che in Italia è ancora poco sviluppato.

    5. App Store Optimization – Guida Completa: la guida completa all’app store optimization, racchiude l’insieme delle tecniche specifiche da adoperare per raggiungere più utenti in maniera organica e ottenere un ranking migliore. Si tratta di un eBook scaricabile gratuitamente al seguente link: https://mobile-marketing.it/app-store-optimization-una-guida-completa#scarica-ebook


     

    Strategia Omnichannel: come promuovere un’app in modo efficiente oltre Facebook e Google

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    Approccio omnichannel

    Per capire perché sia così importante adottare una strategia Omnichannel quando si tratta di promuovere un’app mobile, dobbiamo fare un passo indietro e guardare a tutte quelle cose che sono cambiate dai tempi in cui è cominciato il grande exploit del mondo mobile.

    Nel corso degli anni abbiamo visto cambiare i KPIs di riferimento, nascere nuovi canali di acquisizione, ma anche crescere la consapevolezza della frode su mobile, e aumentare l’importanza di attività come ASO e Mobile CRM. Tantissimi sono gli aspetti che si sono evoluti, portando a un conseguente cambiamento del modo in cui i marketer vedono – e conducono – l’acquisizione degli utenti.

    Inizialmente, per esempio, quasi tutti gli addetti ai lavori della user acquisition – compreso me – credevano che una volta scalate le attività di acquisizione su Facebook e con il supporto di alcune campagne su Google Ads, il “gioco” della UA fosse completato.

    Con il passare del tempo e con il crescere della concorrenza, però, gli scenari sono cambiati e tutti (o quasi) si sono resi conto dell’importanza di adottare una strategia Omnichannel nel promuovere applicazioni mobile. Questo approccio non solo implica il fatto che i mobile marketers dovrebbero guardare oltre Google e Facebook, ma anche oltre la User Acquisition intesa come numero di downloads e CPI, tenendo in considerazione anche metriche di retention e monetizzazione come l’LTV e il ROAS.

    Adottare una strategia Omnichannel rappresenta l’unico modo per gestire efficientemente l’acquisizione utenti e combattere la crescente competizione che l’industria mobile sta affrontando oggi, in particolar modo durante questo particolare periodo caratterizzato dal COVID19 in cui ogni azienda, anche il piccolo negozio di alimentari della porta accanto, sta cercando di promuovere i propri servizi online.

    Cresce la competizione, crescono i costi

    Con una pandemia che non è ancora finita, e le aziende tradizionali che lottano per sopravvivere, tutto il mondo si sta muovendo online (il 54% della spesa pubblicitaria è allocata al digitale; la percentuale raggiungerà il 62% nel 2024), con il mobile che ha superato per la prima volta nel 2019 la spesa per gli annunci desktop, e che – secondo le previsioni – raggiungerà il 65% della spesa digitale totale entro il 2025.

    Spesa pubblicitaria digitale
    Digital Ad Spending Worldwide – Fonte eMarketer

    Nonostante una leggera perdita di ricavi pubblicitari per Google e un tasso di crescita più basso per Facebook a causa della pandemia (e di alcuni nuovi attori dell’ecosistema pubblicitario), il Duopolio sta ancora ottenendo un’enorme fetta di spesa per gli annunci digitali.

    Queste tendenze stanno influenzando, ovviamente, i costi per l’acquisizione di utenti mobili (il CPI iOS medio a livello mondiale è di 0,86 dollari, con un picco di 3,54 dollari per il Giappone), e anche se i CPI e i CPA hanno visto un calo all’inizio del 2020 a causa del lockdown mondiale, ora stanno tornando ai livelli precedenti, rendendo molto difficile per le aziende raggiungere un ROAS positivo per le campagne pubblicitarie.

    Un trend conosciuto… ma non troppo

    Per la maggior parte delle persone che lavorano nel settore del mobile marketing, questi costi e queste tendenze sono abbastanza noti. Il solo fatto di essere consapevoli della situazione, tuttavia, non è sufficiente per essere efficienti nell’ecosistema della Paid User Acquisition. 

    Ancora molte aziende mobile, infatti, fanno troppo affidamento soltanto sul Duopolio Facebook e Google e, soprattutto, vedono ancora la User Acquisition com’era qualche anno fa: CPI, CPA, acquisizione di più utenti possibili, crescita – fatto.

    Per questi motivi, in questo articolo ci concentriamo su alcuni canali di acquisizione alternativi a Facebook e Google, parlando dei loro pro e contro, e condividendo alcuni consigli per impostare una efficace strategia Omnichannel.

    L’ecosistema dei Social: Twitter, Snapchat e TikTok

    Facebook è stato negli ultimi dieci anni il più grande social media, e quindi il più grande canale per acquisire utenti e potenziali clienti. Nel corso degli anni, diverse piattaforme come Twitter e Snapchat si sono alternate nel ruolo di potenziali concorrenti, ma senza successo… almeno fino a pochi mesi fa, con l’arrivo di TikTok.

    Il problema comune a questi canali social è che ci siamo abituati all’idea che non funzionino, non avendoli neppure testati, a causa di alcune caratteristiche non compatibili con il nostro business. Per esempio, a volte sentiamo dire che Twitter non funziona perché “il pubblico è troppo ristretto” oppure che su Snapchat o TikTok “ci sono solo ragazzi che non vogliono spendere per comprare i nostri prodotti”. Suona familiare, vero? Ma ecco la realtà.

    Twitter Ads

    Strategia Omnichannel - Twitter Ads
    Esempio di Annuncio su Twitter – Fonte: TWITTER

    Pro: gli utilizzatori di Twitter sono in generale più adulti e più “professionali”, con il risultato di avere spesso un LTV più alta a causa del maggiore potere d’acquisto. Negli Stati Uniti il pubblico è inoltre piuttosto numeroso, mentre in Europa si potrebbe rimanere sorpresi dall’alto utilizzo in Spagna e Francia, soprattutto nei dispositivi iOS.

    Contro: l’audience complessiva è relativamente piccola, portando così a dei CPI più alti. Inoltre l’interfaccia dell’ad manager è molto più difficile da usare rispetto ad altre piattaforme.

    Suggerimento: creare quante più campagne possibili utilizzando tutte le metodologie di targeting contemporaneamente, in modo da raggiungere tutto il pubblico. La sovrapposizione delle audience non crea problemi, come ad esempio in altre piattaforme come Facebook.

    Snapchat Ads

    Pro: il pubblico è enorme negli Stati Uniti, e sorprendentemente grande in Francia (21 milioni, paese terzo dopo Stati Uniti e India) e nel Regno Unito. L’engagement di questi utenti è molto alto: con REPLUG abbiamo visto un’app nel settore degli incontri ottenere il doppio del tasso di registrazione rispetto a Facebook. La piattaforma è abbastanza facile da usare e offre un potente strumento (Snapchat Publisher) per creare video anche senza l’aiuto di una risorsa grafica – quindi è abbastanza facile da testare.

    Contro: i CPI sono un po’ più alti di Facebook a causa della audience più ristretta, e il targeting deve essere quindi più ampio per non ridurre ulteriormente il pubblico. Soprattutto in Europa, dimenticatevi di raffinare l’audience di riferimento, per esempio a persone interessate ad attività e prodotti specifici, ma cercate soprattutto di utilizzare un targeting “broad”. Nella nostra esperienza, anche il pubblico di Look-a-like non funziona molto bene.

    Suggerimento: iniziate con un target ampio e attenetevi ad esso. Le campagne unisex potrebbero funzionare molto bene.

    TikTok Ads

    Sicuramente la piattaforma più “chiacchierata” del momento. Nonostante i numeri dimostrino l’incredibile crescita del social network cinese, gli inserzionisti sono tuttavia ancora scettici quando si tratta di testare TikTok per acquisizione utenti mobile. Il motivo principale è il presunta età molto giovane del pubblico che utilizza la piattaforma, ma la realtà è tutt’altra. I numeri mostrano infatti 800 milioni di utenti attivi in tutto il mondo, il 59% dei quali con più di 24 anni, e 52 minuti trascorsi in media ogni giorno sull’app

    Pro: i costi sono ancora piuttosto bassi grazie all’enorme base utenti e alla scarsa concorrenza dal lato inserzionista. L’impostazione delle campagne è estremamente semplice (la piattaforma è in realtà un’imitazione di Facebook Business Manager) e le opzioni di targeting sono abbastanza estese. È vero che il pubblico è relativamente giovane e con un potere d’acquisto inferiore, ma il CPI medio più basso permette di avere  un numero di installazioni più grande, e quindi un maggior numero di utenti convertiti (Abbiamo visto CPI più bassi fino al 72% rispetto a quelli di Facebook)

    Contro: la cosiddetta “ad fatigue” è molto più elevata rispetto alle altre piattaforme, quindi è necessario aggiornare le creatività molto più frequentemente (anche una volta alla settimana). Poiché la piattaforma è molto diversa dalle altre, i video devono essere specifici per essa (Don’t make Ads, make TikTok è il claim dell’azienda stessa) e spesso è necessario chiedere aiuto direttamente ai TikTokers, il che rende il processo un po’ dispendioso in termini di tempo.

    Suggerimento: non trattate TikTok come le storie di Instagram, gli utenti sono molto diversi. È importante creare contenuti originali e specifici per la piattaforma. Per quanto riguarda il targeting, cercate di limitare il più possibile il raffinamento della audience con interessi specifici e altri parametri.

    Leggi anche la nostra Guida Completa alla Pubblicità su TikTok.

    Strategia Omnichannel - TikTok Ads
    Un esempio di Annuncio su TikTok – Fonte: REPLUG

    L’altro lato dei Social Media: L’Influencer Marketing

    Le attività di influencer marketing sono arrivate a rappresentare una parte molto importante nel performance marketing mix di molti inserzionisti, sopratutto grazie al fatto che oggi è possibile trovare influencer ovunque (Facebook, Instagram, Youtube, Snapchat, TikTok, Pinterest ecc.)

    Pro: con gli influencer gli inserzionisti hanno possibilità quasi illimitate in termini di piattaforme e modalità di comunicazione. Questa attività funziona molto bene associata a sconti personalizzati, e soprattutto quando è fatta in modo autentico e la promozione del prodotto non è così evidente ai followers. I costi per i micro influencer possono essere molto bassi, e ci sono piattaforme che permettono di lavorare con gli influencer su una base di scambio di servizi (omaggi, coupon, sconti).

    Contro: il l’influencer marketing può essere molto dispendioso in termini di tempo se fatto internamente e perseguendo accordi di performance. La tracciabilità di queste attività tramite MMP è possibile, ma non sempre molto precisa.

    Suggerimento: iniziate in piccolo per capire cosa funziona per il vostro marchio: se optate direttamente per il grande influencer, e non funziona, potreste bruciare una grande quantità di denaro.

    Leggi anche “Influencer marketing per promuovere una applicazione mobile

    Native Advertising, quel grande sconosciuto

    Il Native Advertising potrebbe essere uno dei canali più sottovalutati (e sottoutilizzati) dell’ecosistema mobile. Questo tipo di pubblicità consiste nell’utilizzo di annunci a pagamento che corrispondono all’aspetto, al feeling e alla funzione del formato mediatico in cui appaiono. Tali annunci sono posizionati principalmente su testate giornalistiche digitali attraverso piattaforme come Plista, Taboola e Outbrain.

    Pro: con questo tipo di attività, gli inserzionisti possono raggiungere quel tipo di pubblico che di solito non risponde ai classici annunci “push” sui canali Social Media e Display, ovvero quel tipo di pubblico che odia essere interrotto mentre naviga in internet. Con Native abbiamo invece un’esperienza più soft che si basa sul principio di dare all’utente un contenuto utile alla sua esperienza e legato alla pagina che sta leggendo, piuttosto che un annuncio.

    Contro: C’è un passo in più tra il click sull’annuncio e il download dell’app, perché gli utenti vengono reindirizzati prima alla landing page dove si trova il contenuto, poi da lì dovranno cliccare su un altra CTA per andare sull’App Store e scaricare l’applicazione. Questo potrebbe abbassare il tasso di conversione e aumentare i costi, ma è comunque vero che se un utente è disposto a superare tutti questi passaggi, molto probabilmente sarà un utente prezioso.

    Suggerimento: il contenuto deve essere autentico, e non una promozione del vostro servizio. Date un contenuto o informazione speciale all’utente e collegate queste informazioni al vostro prodotto.

    Native Advertising Plista
    Esempio di Native Advertising – Fonte: PLISTA

    La storia infinita: il Programmatic salverà il mondo

    Quando si tratta di attività pubblicitarie, non possiamo fare tutto in casa, e a volte ci rivolgiamo a partner esterni. Ad esempio per gestire il Programmatic Advertising – o Pubblicità Programmatica – che da anni rappresenta le speranze degli inserzionisti quando si tratta di risolvere problemi come le frodi pubblicitarie mobili, la trasparenza e la brand safety del marchio. E in un certo senso, il Programmatic può risolvere questi problemi.

    Pro: SE e QUANDO riusciamo a scalare la pubblicità programmatica, possiamo davvero ottenere un traffico pulito e utenti di buona qualità, e trasparenza su ciò che acquistiamo.

    Contro: il Programmatic è difficile da scalare senza grandi budget, e la fase di apprendimento potrebbe essere molto lunga (da 4 a 6 settimane) e costosa, quindi non tutte le aziende possono permettersela. Spesso molti fornitori offrono traffico pulito con SDK premium, ma la realtà è che stanno solo acquistando traffico affiliato da altri Ad Networks.

    Suggerimento: da testare se si dispone di un budget totale alto. Se decidete di testare però, scegliete saggiamente il DSP e il fornitore con cui volete lavorare: esigete la massima trasparenza e cercate di essere il più possibile coinvolti in tutto il processo di test e ottimizzazione.

    Leggi anche: “10 Consigli Su Come Scegliere Una DSP Per Il Mobile Marketing

    Affiliate e Ad Networks: il bisogno di essere consapevoli

    Un chiarimento prima di continuare: posso assicurare che ci sono buoni Network nel mercato, ma pensate a quante e-mail abbiamo ricevuto da venditori di aziende completamente sconosciute, che offrono un traffico di qualità premium e si vantano di alcune storie di successo con i nostri concorrenti. Credo che sia successo a tutti noi almeno una volta nella nostra carriera, e per questo motivo penso che a volte i network possano essere estremamente pericolosi per l’intero settore della pubblicità mobile.

    Pro: ci sono Network decenti che offrono un traffico pulito, specialmente i video Ad Networks, e possono permettere la scalabilità quando abbiamo budget extra per attività alternative ai canali “tradizionali”.

    Contro: ci sono seri rischi di acquistare traffico fraudolento, traffico incentivato, o qualsiasi altra cosa che non è quello per cui si crede di pagare. E di rovinare quindi tutti nostri dati.

    Suggerimenti: se volete usare i Networks, tenete gli occhi ben aperti e iniziate una conversazione onesta con loro, condividendo obiettivi realistici e analizzando il traffico. Quando promettono di poter fornire risultati migliori di quelli di Facebook, molto probabilmente vi invieranno traffico fraudolento. E ricordate che il fatto di pagare solo su base CPA non significa che si è liberi da rischi.

    La controtendenza: attività OOH

    Come abbiamo visto in precedenza, soprattutto con questa pandemia globale, il mondo intero si sta spostando online e i budget pubblicitari si stanno muovendo verso i media digitali. Questo non significa che la pubblicità offline, e nelle specifiche attività OOH (Out-of-Home) non funzioni più o che non meritano una chance.

    Out-of-home è tutto ciò che si vede camminando per strada, come i poster sui cartelloni pubblicitari, l’arredo urbano (pensiline degli autobus, cabine telefoniche, ecc.), la pubblicità e gli involucri sui taxi, gli autobus, le metropolitane e i treni, e alcune forme di guerriglia marketing come i volantini. Questo tipo di attività può essere utile anche per un’attività mobile.

    Pro: Le attività OOH portano incredibili benefici in termini di brand awareness, che possono anche risultare in un migliore tasso di conversione delle campagne digitali grazie all’effetto della brand recognition. Inoltre, il fatto che la maggior parte dei budget si muove online significa che potremmo avere l’opportunità di testare OOH a costi inferiori. 

    Contro: difficile misurabilità diretta, soprattutto se non si dispone di un team di BI e Analytics in grado di misurare l’impatto organico delle attività offline.

    Suggerimento: non lasciatevi incastrare dal concetto di performance e misurabilità immediata: una buona campagna OOH, infatti, può avere effetti positivi anche dopo mesi che è finita.

    Strategia Omnichannel: OOH
    Un esempio di Pubblicità OOH per app mobile – Fonte: TECNOGAZZETTA

    Cooperazioni e il Co-marketing per una Strategia Omnichannel completa

    Le collaborazioni potrebbero essere importanti per promuovere la vostra app perché possono portare utenti (quasi) gratis dallo scambio di servizi con un’attività complementare. Naturalmente dobbiamo investire tempo nella ricerca dei partner giusti e dobbiamo adeguare il nostro obiettivo.

    Pro: il costo in termini di budget è molto limitato, e gli utenti acquisiti attraverso le cooperazioni potrebbero risultare molto preziosi 

    Contro: è dispendioso in termini di tempo trovare le giuste attività complementari con le quali intraprendere collaborazioni e co-marketing, e a volte gli sforzi non valgono i risultati.

    Suggerimento: concentrarsi su pochi buoni partner all’inizio e misurare i risultati prima di investire risorse in nuove attività.

    La Strategia Omnichannel in pratica

    Naturalmente ciò che abbiamo visto finora rappresenta solo una parte delle opportunità che gli inserzionisti hanno per promuovere le loro applicazioni mobili. Possiamo continuare a citare altre possibilità e canali, come Apple Search Ads, per esempio, che non ho menzionato prima perché lo considero al momento uno dei canali essenziali dell’UA. (Leggi la nostra Guida Completa ad Apple Search Ads)

    L’obiettivo principale di questo articolo, però, non è quello di elencare tutti i pro e i contro di tutti i canali disponibili sul mercato, ma di capire che se vogliamo essere efficienti, dobbiamo iniziare a guardare oltre il duopolio di Facebook e Google. E questo non significa che dobbiamo smettere di usare questi due canali, perché sono, e saranno ancora a lungo i più forti protagonisti dell’ecosistema pubblicitario.

    In realtà, suggeriamo sempre di partire da questi due canali quando abbiamo una nuova app da promuovere, perché sono facili da impostare, hanno grandi possibilità di targeting e danno risultati immediati. Ma quando è il momento di scalare, dobbiamo iniziare a pensare oltre il duopolio, per non perdere efficienza e per mantenere il controllo dei nostri budget.

    Iniziate a testare, indipendentemente dal business, e con un approccio specifico per ogni canale.

    Dobbiamo smettere di fare supposizioni sul fatto che alcuni canali non funzionano, senza neanche averli mai testati. Non sappiamo se il pubblico di un determinato social network apprezzerà e utilizzerà i nostri prodotti e servizi, come non sappiamo se un determinato influencer può funzionare per la nostra app. E non lo sapremo mai senza provare.

    Naturalmente il risultato dei nostri test dipende molto anche dal modo in cui lo approcciamo. Uno degli errori che vediamo più e più volte, infatti, è quello di adottare lo stesso approccio comunicativo per tutti i diversi canali pubblicitari, utilizzando le stesse creatività in piattaforme diverse e trovandosi di fronte a risultati diversi da quelli auspicati.

    Purtroppo (e per fortuna) le Storie di Instagram sono diverse dagli Snap su Snapchat, che sono a loro volta totalmente differenti dai TikTok e, anche se possono sembrare molto simili ai nostri occhi, la realtà è che il pubblico è completamente diverso come lo è l’esperienza dell’utente. Il nostro lavoro, deve essere quello di adattare il contenuto al tipo di piattaforma e ai loro utenti, in modo da ottenere i migliori risultati.

    Nel performance marketing su mobile, infatti, una delle regole più importanti è essere creativi: sarà difficile ottenere buoni risultati senza testare continuamente nuovi concept, nuove idee e nuovi formati. Di conseguenza, è anche molto importante non “arrendersi” al primo giorno di test, perché se da un lato le piattaforme pubblicitarie ci danno risultati immediati, dall’altro dobbiamo usare questi dati per fare alcune iterazioni del test e capire se abbiamo adottato il giusto approccio.

    Solo con i test possiamo capire cosa funziona meglio ed eventualmente trovare il giusto equilibrio Omnichannel, il quale sarà diverso per ogni prodotto, ogni servizio e ogni singola app. Non c’è un equilibrio che sia valido per tutti i tipi di applicazioni e per tutti i mercati o una regola comune che possiamo applicare a tutte le circostanze. C’è solo da imparare dai test.

    Trovate il giusto equilibrio Omnichannel

    Trovare il giusto bilanciamento non significa dividere il budget e assegnarlo in percentuali diverse ai diversi canali disponibili sul mercato. Trovare un equilibrio Omnichannel significa passare attraverso TUTTI i dati a disposizione e fare un’analisi delle coorti approfondita per capire quale coorte funziona meglio, in quale canale, per quale paese, dispositivo, sesso, fascia d’età… colore dei capelli 🙂

    Solo disponendo di questo tipo di conoscenze possiamo essere in grado di allocare il budget in modo efficiente, e trovare di conseguenza il giusto equilibrio.

    Strategia Omnichannel oltre la User Acquisition

    La ricerca del bilanciamento non si ferma al livello delle attività di User Acquisition, ma è fondamentale allineare tutte le attività dell’UA ad ASO e CRM.

    Il team ASO – App Store Optimization, oltre ad essere responsabile del miglioramento della visibilità organica, si occupa infatti delle pagine App Store e Google Play Store, le quali rappresentano le landing page per le campagne di User Acquisition. Il messaggio delle nostre campagne a pagamento deve essere quindi allineato al messaggio e allo stile delle pagine degli Store, per creare coerenza attraverso tutta la nostra comunicazione.

    In quest’ottica è importante essere allineati anche con il team di mobile CRM, che è molto probabilmente responsabile delle attività di on-boarding, attivazione e retention. Il team CRM “parla” con gli stessi utenti acquisiti dal team UA, ed è fondamentale che questi due team comunichino regolarmente per pianificare approcci diversi per i diversi tipi di utenti.

    Conclusioni

    Nel corso della mia esperienza nel mondo dell’App Marketing ho avuto l’opportunità e il privilegio di gestire e analizzare diversi canali di acquisizione utenti, trovandomi a promuovere app di diversi tipi e appartenenti a diversi verticali.

    Se c’è un insegnamento che ho imparato negli anni è che non esiste user acquisition senza retention e viceversa. Il lavoro dell’User Acquisition manager si sta infatti allontanando sempre più dal semplice concetto di generare quanti più download possibile, e stanno al contempo assumendo sempre più importanza i concetti di retention e monetizzazione.

    In questa ottica, diventa nostra responsabilità guardare oltre i semplici KPI di crescita e cercare invece di offrire agli utenti una customer experience senza interruzioni di continuità, che inizia con il clic sull’annuncio e finisce con l’innamorarsi della nostra app.

    Solo in questo modo saremo in grado di spendere i nostri budget in modo efficiente, e di emergere dalla grande competizione mobile.


    Sei interessato a sapere come sfruttare tutti i canali di acquisizione utenti per promuovere la tua applicazione mobile in modo efficiente? Scrivici a info@mobile-marketing.it e ti guideremo verso una strategia Omnichannel su misura per la tua app.