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Negli ultimi anni, il campo della user acquisition è diventato molto competitivo. Ormai fare acquisizione utenti non si tratta più di raggiungere numeri alti sull’App Store, ma anche fare in modo che gli sforzi risultino in acquisire utenti che convertano dopo il download e abbiano quindi un LTV (Life-time-value) accettabile.

La User acquisition è una partita complessa che dipende anche dal tipo di prodotto e dalla categoria dell’applicazione nello store che possono impattare l’approccio degli advertiser. Ma ci sono alcuni fattori per il successo che rimangono spesso costanti.

I ragazzi di AppLift si sono hanno preso un caffè con Lorenzo Rossi, Head of Marketing di Free2Move, per avere il suo punto di vista su come impostare una strategia User Acquisition di successo che porti utenti di buona qualità.

Di seguito potete trovare i principali takeaways:

1. Pensare all’user acquisition non solo come acquisizione

“I vecchi parametri di “scaling” sono quasi scomparsi del tutto” dice Lorenzo. Con gli advertisers che guardano sempre più attentamente a metriche di retention, è richiesta una maggiore attenzione all’intero funnel. Per questo motivo, Lorenzo sottolinea l’importanza di coordinare le campagne di user acquisition, con quelle di retargeting e con le attività di CRM (email, notifiche push, messaggi in-app), in modo da garantire una perfetta “user experience” che porta gli utenti a convertire.

2. Testare multipli Canali di acquisizione e partner esterni

Dal momento che è sempre difficile affermare con sicurezza che un canale di acquisizione funzionerà per il tuo business, l’approccio “omnichannel” è quello più consigliato qualora l’applicazione sia disponibile in multiple nazioni, e senza limitazioni geografiche o demografiche (per esempio un gioco come Candy Crush è diversamente disponibile rispetto ad una applicazione di Carsharing come Drive Now). L’approccio omnichannel può anche richiedere un dispendio di risorse abbastanza grande, specialmente per l’analisi dei dati che è assolutamente necessaria per l’allocazione corretta del budget a seconda dei risultati dei test.

“Penso che scalare le attività di user acquisition senza mettere a repentaglio le performance al momento è una delle sfide più difficili,” afferma Lorenzo “ma se il budget è abbastanza, `consiglio sempre di testare tutti i canali possibili, anche partner esterni, campagne affiliate e certamente programmatic”.

3. Adottare un approccio Geo-localizzato

Come già detto, la strategia di user acquisition può dipendere molto dall’offerta del prodotto o servizio, ma rimane comunque la possibilità di differenziare l’approccio a seconda dell’area geografica nella quale si fanno attività di marketing.

Approcci diversi per ogni singola area geografica possono richiedere un impegno più intenso, ma portano comunque risultati poiché l’utente percepisce l’autenticità del messaggio.

4. I dettagli fanno la differenza

Quando si ottimizzano le campagne marketing, è fondamentale prestare attenzione a tutti i passaggi del funnel. Dall’impression, al click sul banner, fino all’install rate e alle metriche di retention ed engagement. Tutti gli step del funnel sono importanti. “L’ossessione di perfezionare ogni singola parte di questo funnel fa la differenza, perché anche un minimo cambiamento in ogni singolo step, può migliorare il risultato finale e di spesa efficiente del budget” suggerisce Lorenzo.

È anche buona pratica prestare attenzione ai dettagli per abbassare il costi nella parte iniziale del funnel “A volte cambiare il colore del bottone call-to-action in un banner può dimezzare i costi, ed è importante ricordare che nel performance marketing spesso la creatività più semplice porta risultati migliori di altre più elaborate e artistiche. Bello non significa sempre efficace”

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